Conte, pieno di voti alla Camera, parte il “governo del cambiamento”

Conte, pieno di voti alla Camera, parte il “governo del cambiamento”

Roma, 7 giugno – Dopo quella del Senato, il governo presieduto dal professor Giuseppe Conte e autodefinitosi “del cambiamento” ha ottenuto ieri la fiducia della Camera, con 350 voti favorevoli, 236 voti contrari e 35 astensioni. Lo stesso presidente del Consiglio, in chiusura di giornata, ha voluto rilanciare la notizia via Twitter: “Il Parlamento ha dato la fiducia al governo del cambiamento. Da oggi pronti a lavorare per migliorare la qualità della vita degli italiani” ha ‘cinguettato’  il nuovo premier, pubblicando la foto dell’Aula di Montecitorio con le scritte: “Fiducia ottenuta, inizia il governo del cambiamento”.
Come già a Palazzo Madama,  nel suo discorso ai deputati Conte è tornato a parlare di sanità, ribadendo gli impegni programmatici dell’esecutivo giallo-verde, invero generici, sulla linea di quelli espressi dal “contratto di governo” siglato da M5S e Lega.

Dopo aver affermato la volontà di far coincidere il diritto fondamentale alla salute con l’accesso alle terapie, del quale debbono beneficiare tutti e che non deve essere in alcun modo inficiato dalle condizioni socio-economiche, il capo del Governo ha annunciato di voler “promuovere l’adozione di modelli organizzativi più efficaci”.

Ma il punto che il nuovo presidente del Consiglio ha sottolineato con maggiore enfasi (“Attenzione, su questo saremo inflessibili”, ha detto Conte al riguardo) è  la volontà di affermare un preciso criterio direttivo, quella di sottrarre la nomina dei manager delle strutture sanitarie all’influenza della politica, indicazione già espressa con decisione nel discorso programmatico al Senato.

Una dichiarazione che, insieme ad altre, è stata al centro delle dure critiche dell’opposizione e in particolare, in sede di dichiarazione di voto, di Graziano Del Rio del Pd. L’ex ministro, sempre molto misurato nei suoi interventi, ieri ha usato parole insolitamente aspre per bacchettare il nuovo premier:  “Non venga a parlare in quest’Aula di cose che non conosce, sia umile. Lei ha parlato delle nomine non politiche dei direttori sanitari, cosa che abbiamo fatto con il decreto 126 del 2017. Studi, abbia l’umiltà di studiare. Non venga qui a fare lezioni. Prima studi”.

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