Farmaci, se si va all’estero occhio a quelli che si mettono in valigia

Farmaci, se si va all’estero occhio a quelli che si mettono in valigia

Roma, 8 giugno – Con la fine delle scuole, arriva la stagione delle vacanze e dei viaggi. Occhio però nel preparare i bagagli, soprattutto se si va all’estero: la decisione  di infilarci dentro il sonnifero, l’antidolorifico, l’antidepressivo o lo sciroppo per la tosse che per sicurezza vogliamo avere sempre a portata di mano in caso di bisogno, potrebbe esporre a qualche rischio di non poco conto, compreso quello di finire in prigione  per aver contravvenuto alle leggi locali.

A lanciare l’avvertimento è il Foreign Office del Regno Unito, ricordando che farmaci prescritti dal medico o da banco, sono spesso soggetti a normative diverse in molti Paesi del mondo. E per aiutare i cittadini a non incorrere in spiacevoli disavventure, il  Foreign Office ha compilato un elenco di medicinali vietati in diversi Paesi all’estero, pubblicato dal Daily Mail.

Per il tramadolo e la codeina, ad esempio, negli Emirati Arabi Uniti è prevista una multa o addirittura il carcere, mentre in Giappone c’è il divieto assoluto sull’uso della pseudoefedrina, il che significa che farmaci per noi di uso comune come Sudafed e Vicks non possono entrare nel Paese.

Sonniferi, compresse ansiolitiche e forti antidolorifici, a Singapore sono tutti soggetti a prescrizione, mentre in Indonesia sono addirittura illegali farmaci come codeina, sonniferi e trattamenti per l’Adhd, il disturbo da deficit d’attenzione e iperattività.

Attenzione anche in Qatar, dove anche i medicinali da banco per il raffreddore e la tosse sono venduti solo dietro prescrizione, così come in Cina, dove la ricetta  è peraltro obbligatoria per qualsiasi farmaco. In Costa Rica, invece, i turisti dovrebbero portare solo le medicine necessarie per la durata della permanenza, con un nota del medico che conferma che è la giusta quantità.

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