Regione Campania, il Governo boccia la legge sul recupero dei farmaci inutilizzati

Regione Campania, il Governo boccia la legge sul recupero dei farmaci inutilizzati

Roma, 11 giugno – Nella sua seduta di giovedì scorso, 7 giugno, il Governo ha deciso di impugnare per illegittimità costituzionale la legge campana n. 18/2018 per il recupero e l’uso a fini solidali dei medicinali inutilizzati.

La legge, approvata all’unanimità con 29 voti favorevoli su 29 presenti dal Consiglio regionale della Campania alla fine dello scorso mese di marzo, prevede appunto il recupero, il reimpiego e la donazione ai fini del riutilizzo di medicinali inutilizzati in corso di validità e – sulla falsariga di quanto già realizzato in altre Regioni – si proponeva di contribuire in qualche misura al contenimento della spesa sanitaria  e, soprattutto, di concorrere al contrasto della crescente  povertà sanitaria.

Chiara, al riguardo, la finalità del provvedimento regionale, chiarita nel dispositivo:  garantire al cittadino la possibilità di recuperare, restituire o donare i medicinali che non utilizza. I cittadini, infatti, spesso si rivolgono al medico per chiedere a chi possano essere consegnati i farmaci eventualmente rimasti inutilizzati presso il loro domicilio. Eventualità che, chiarisce la legge, “può presentarsi in tutti i casi in cui per il medico curante è stato necessario variare una terapia già prescritta a causa dell’inefficacia di quella somministrata oppure per il sopraggiungere di effetti collaterali intervenuti a danno del paziente, fino ad arrivare ai casi di decesso dello stesso”.

Un provvedimento “virtuoso”, dunque, nelle intenzioni dei legislatori regionali, che però hanno dovuto incassare la doccia fredda della bocciatura governativa:  per il Consiglio dei ministri, infatti, invece, i contenuti della legge campana “si pongono in contrasto con i principi fondamentali in materia di tutela della salute, in violazione dell’articolo 117, terzo comma, della Costituzione e del principio di uguaglianza di cui all’articolo 3 della Costituzione”.

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