Nominati viceministri e sottosegretari, alla Salute Bartolazzi (M5S) e Fugatti (Lega)

Nominati viceministri e sottosegretari, alla Salute Bartolazzi (M5S) e Fugatti (Lega)

Roma, 13 giugno – Il 57enne dirigente medico di I livello Armando Bartolazzi (nella foto), oncologo e patologo del Sant’Andrea di Roma,  e il 46enne deputato leghista Maurizio Fugatti sono stati nominati ieri sottosegretari al ministero della Salute, dove affiancheranno la ministra Giulia Grillo.

Bartolazzi, che alla vigilia delle elezioni del 4 marzo scorso il capo politico del M5S Luigi Di Maio aveva presentato come ministro della Salute in caso di vittoria del suo movimento,  era balzato agli onori della cronaca, in quei giorni, per alcune dichiarazioni a proposito dei vaccini.

Intervistato, nella sua qualità di “ministro in pectore” di un eventuale governo grillino, nel corso della trasmissione L’aria che tira di Myrta Merlino su La7, Bartolazzi affermò tra l’altro che nel nostro Paese il vaiolo sarebbe stato sconfitto “con una semplice campagna di informazione”.

Uno scivolone sul piano storico e scientifico che suscitò un’ondata di reazioni tra l’ironico, lo sconcertato e lo scandalizzato, volte a ricordare all’oggi sottosegretario alla Salute che quello contro il vaiolo fu uno dei primi obblighi vaccinali introdotti in Italia (addirittura nel 1888, con la legge Crispi-Pagliaro), per essere poi definitivamente abrogato nel 1981, dopo che nel 1980 l’Organizzazione mondiale della sanità aveva dichiarato ufficialmente eradicata la malattia.

Fu proprio la profilassi immunitaria – che nel nostro Paese prevedeva l’obbligo di vaccinazione antivaiolosa entro il secondo anno di età e la ripetizione nel semestre successivo in caso di esito negativo – a stroncare la pericolosa malattia, dunque, non una “semplice raccomandazione”, come sostenuto su La7 dall’allora ministro “designato” e oggi sottosegretario nominato Bartolazzi, costretto a sperimentare fin da subito i rischi ai quali espongono le dichiarazioni rese pubblicamente quando si rivestono responsabilità politiche. Un’esperienza della quale il nuovo sottosegretario avrà certamente fatto tesoro e che potrà dunque tornargli utile nel suo nuovo, importante incarico.

Più spiccatamente politico i profilo dell’altro sottosegretario, Maurizio Fugatti, eletto a Montecitorio  nel collegio uninominale della Valsugana. Laureato in Scienze politiche all’Università di Bologna., Fugatti è stato segretario nazionale della Lega Nord Trentino dal 2005 al 2018 ed era già stato deputato, nella XV e XVI legislatura. Nel corso di quest’ultima, fu anche vicecapogruppo vicario del suo partito alla Camera.

Nella tornata di nomine dei  6 viceministri e 39 sottosegretari che ieri hanno permesso di completare la squadra del sedicente “governo del cambiamento” guidato da Giuseppe Conte, spiccano le designazioni dei sottosegretari alla Presidenza del Consiglio Vito Crimi (M5S, con delega all’Editoria) e Vincenzo Spadafora, stretto collaboratore di Di Maio, con delega alle Pari opportunità e ai giovani.

Quattro i sottosegretari che affiancheranno Matteo Salvini al ministero dell’Interno: si tratta di Nicola Molteni e Stefano Candiani della Lega e di Luigi Gaetti e Carlo Sibilia del M5S.

Laura Castelli (M5S) e Massimo Garavaglia (Lega) sono stati nominati viceministri all’Economia, dove saranno invece sottosegretari Massimo Bitonci (Lega) e Alessio Villarosa (M5S).

Un viceministro anche allo Sviluppo economico, Dario Galli (Lega). Al Mise, in qualità di sottosegretari, entrano anche i parlamentari M5S Davide Crippa e Andrea Cioffi e l’economista vicino alla Lega Michele Geraci.

La squadra di viceministri e sottosegretari giurerà oggi a Palazzo Chigi, alle 13.

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