Statuto Federfarma, nuova schermaglia tra citati e citanti

Statuto Federfarma, nuova schermaglia tra citati e citanti

Roma, 13 giugno – Nuova puntata nel caso originato dalla decisione di cinque sigle territoriali di Federfarma di citare in Tribunale il sindacato nazionale per presunte irregolarità intervenute nell’approvazione del nuovo statuto.

Al misurato commento (cfr. RIFday di ieri) riservato alla vicenda dal presidente del sindacato dei titolari Marco Cossolo ha fatto seguito a strettissimo giro la replica dei cinque presidenti delle articolazioni territoriali (un’unione regionale e quattro associazioni provinciali) che hanno trascinato davanti ai giudici la Federfarma nazionale.

Quella dei firmatari della citazione in giudizio (Dante Baldini, Vincenzo Defilippo, Alfonso Misasi e Alfredo Orlandi) sembra essere, in buona sostanza, una risposta alle considerazioni di Cossolo su due opposti modi di intendere il confronto: “Se c’è un confronto sul merito sono disponibile ad approfondirlo, ma ho l’abitudine di rispettare le maggioranze e per questo tengo conto delle decisioni deliberate” aveva infatti affermato il presidente di Federfarma. “Sono stato per anni nel ruolo di ‘opposizione’, se vogliamo usare questo termine, ma in modo propositivo e non ho mai pensato di impugnare il deliberato di un’Assemblea soprattutto su questioni formali”, aveva quindi concluso Cossolo, dopo aver precisato che “la categoria in questo momento ha problemi più importanti da affrontare”, dei quali ovviamente egli deve essere il primo ad occuparsi.

Anche noi saremmo oltremodo contenti se il nostro presidente continuasse a dedicarsi ai problemi della categoria accettando di buon grado di confrontarsi con opinioni diverse manifestate non in strane conventicole bensì in assemblea e, quando non ammesse al dibattito, in giudizio” rispondono sul punto i quattro dirigenti “citanti”. Convinti sia nostro dovere difendere con sobrietà, ma anche con forza, alcuni principi da noi ritenuti fondamentali” concludono Baldini e gli altri “abbiamo provato a evitare, e pensiamo di continuare a farlo, clamori mediatici, circolari e strane coincidenze di incontri e nomine rimettendoci alla decisione di un giudice, qualunque essa sia”.

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