Assogenerici: “Sentenza sui prezzi di Torino non sorprende, ma si può risparmiare meglio”

Assogenerici: “Sentenza sui prezzi di Torino non sorprende, ma si può risparmiare meglio”

Roma, 14 giugno –  La possibilità di abbassare il prezzo di fornitura di un medicinale, adeguandolo a quello dei nuovi farmaci messi in commercio (generici e biosimilari) anche in un periodo successivo all’aggiudicazione della gara di appalto e prima di effettuare un nuovo bando di fornitura, rientra nella discrezionalità della stazione appaltante, che può prevedere il vincolo nel capitolato di gara. Pertanto non si può davvero parlare di condotta arbitraria da parte della Regione che si avvale di questa leva. Così Enrique Häusermann, presidente Assogenerici (nella foto) commenta  a doctor33 la sentenza del Tribunale di Torino che, respingendo un ricorso presentato dalla società farmaceutica Pfizer contro Scr, la società di committenza della Regione Piemonte, ha confermato la possibilità per la sanità pubblica di abbassare il prezzo di fornitura di un medicinale che si è aggiudicato una gara di appalto quando entrano in commercio dei suoi equivalenti, senza che sia necessario attendere un nuovo bando.

Secondo Häusermann, dunque, non vi è stata alcuna arbitrarietà nel comportamento mantenuto dalla Regione Piemonte, anche se la questione continua a presentare aspetti controversi.

In una segnalazione del 2013 il Garante della concorrenza aveva stigmatizzato, nel sistema delle gare di fornitura pubbliche e private, ‘diffuse e ricorrenti resistenze a una più diretta messa in concorrenza di farmaci biologici originatori con farmaci biosimilari’” ricorda al riguardo il presidente di Assogenerici.  “Aveva inoltre sottolineato che proprio le clausole di adeguamento del prezzo contenute nei capitolati, di fatto ‘rappresentano condizioni suscettibili di ostacolare il confronto concorrenziale limitando ovvero ostacolando l’accesso al mercato di imprese produttrici di farmaci equivalenti o biosimilari’. L’Antitrust evidenziava poi  ‘come tali clausole si presentino sintomatiche di una situazione che, laddove riscontrata sull’intero territorio nazionale, può determinare rilevanti ostacoli al regolare svolgimento della concorrenza’” rammenta ancora Häusermann.
Per il quale la questione prezzi potrebbe essere affrontata in modo decisamente più semplice: “Se invece di adeguare al ribasso il prezzo del primo aggiudicatario si riaprisse la gara tra tutti i concorrenti i risparmi realizzati sarebbero decisamente superiori” afferma, ricordando anche che “tale intuizione non è sfuggita al legislatore che, in particolare sui biosimilari, ha introdotto norme specifiche per le forniture Ssn con la Legge di stabilità 2016 (232/2016 art. 1, commi 397-408)”.

“È stato previsto che, ove vi siamo più di tre medicinali contenenti lo stesso principio attivo, le procedure pubbliche di acquisto si svolgano utilizzando accordi-quadro con tutti gli operatori economici”  spiega Häusermann. “Le centrali regionali d’acquisto devono cioè predisporre un lotto unico (stesso principio attivo, medesimo dosaggio, stessa via di somministrazione) e i pazienti andranno trattati con uno dei primi tre farmaci nella graduatoria dell’accordo-quadro, classificati secondo il criterio del minor prezzo o dell’offerta economicamente più vantaggiosa”.

E non è tutto: “Per incentivare la concorrenza il legislatore ha anche previsto che in caso di scadenza del brevetto o del certificato di protezione complementare di un farmaco biologico durante il periodo di validità del contratto di fornitura” aggiunge infatti il presidente di Assogenerici “l’ente appaltante, entro 60 giorni dall’immissione in commercio del primo farmaco biosimilare contenente il medesimo principio attivo, è obbligato a riaprire il confronto concorrenziale tra questi e il farmaco originatore di riferimento”.

La ratio è trasparente” conclude Häusermann “rimuovere situazioni di monopolio non più giustificate da una protezione brevettuale e garantire una effettiva razionalizzazione della spesa e nel contempo un’ampia disponibilità di terapie per i pazienti”.

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