Scaccabarozzi a Grillo: “Farmaci, aziende  pronte al dialogo su nuova governance”

Scaccabarozzi a Grillo: “Farmaci, aziende pronte al dialogo su nuova governance”

Roma, 18 giugno – “Abbiamo chiesto un incontro, speriamo di avere una possibilità di dialogo. Il nuovo governo si è dichiarato il governo del cambiamento mettendo al centro dell’azione il paziente, e questo è ovviamente anche il nostro interesse”.

Massimo Scaccabarozzi (nella foto), presidente di Farmindustria, affrontando i temi della prevenzione e innovazione in materia di farmaci, lancia un messaggio al neoministro della Salute Giulia Grillo: “Il nostro si è dimostrato un settore anticiclico” ha affermato il presidente delle aziende del farmaco, le cui dichiarazioni sono state riprese e rilanciate dall’agenzia Askanews “ed è quindi un asset strategico che ha fatto segnare un +77% di export dal 2010 al 2017, la percentuale più alta tra i big europei, investendo in ricerca e innovazione nel 2017 2,8 miliardi, valore cresciuto del 22% in tre anni. Questo nonostante le misure di austerità subite. Con gli ultimi governi, con il ministro Lorenzin in particolare, abbiamo però ottenuto finalmente stabilità e anche noi abbiamo mantenuto i patti: rispetto alle 2500 assunzioni che avevamo garantito abbiamo 6000 assunzioni all’anno, e stabilimenti che dall’estero sono venuti in Italia, con un aumento di produzione che come detto è quasi tutto export”.

Nonostante i risultati positivi degli ultimi anni, però, restano ancora parecchie cose da chiedere al nuovo esecutivo: “Non ci servono solo incentivi, che sono pur importanti, ma avere la certezza di poter proseguire sul lavoro fatto e compiere l’ultimo miglio sul tema della governance” spiega Scaccabarozzi. “È un sistema questo che si è complicato, chiediamo più semplificazione, penso ai processi di payback. Siamo comunque pronti, come detto, al dialogo, senza pregiudizi e mi auguro che questo confronto arrivi presto”.

Più in generale, il presidente di Farmindustria ha evidenziato la necessità di un “approccio più olistico verso il farmaco”. E sui vaccini ha ricordato come, anche in termini economici, “la salute costa ma la malattia costa di più, così prevenzione e costi evitati migliorano l’efficienza del welfare”.

Un esempio? Un euro per la vaccinazione fa risparmiare fino a 16 euro di spesa per curare chi si ammala, e considerando anche le risorse economiche generate da persone in salute il rapporto costo/beneficio sale a 1 a 44.

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