Ticket sanitari, li evadono nove cittadini su dieci

Ticket sanitari, li evadono nove cittadini su dieci

Roma, 21 giugno – Ammonta a 175 milioni di euro la somma delle frodi finanziarie scoperte dalla Guardia di Finanza a carico della spesa pubblica previdenziale e sanitaria.

“Controlli mirati hanno consentito di smascherare i ‘furbetti’ del ticket, un settore dove si annida un’altissima percentuale di irregolarità” spiegano le Fiamme Gialle. “Ogni 10 persone controllate, almeno 9 si sarebbero fatte curare gratis, in ospedali pubblici o in altre strutture private convenzionate senza averne diritto”.

Una vecchia storia, quella dell’evasione del ticket, che torna ricorrentemente sia nelle dichiarazioni della politica (ma non sull’agenda: il tema di un giro di vite è spinoso assai, soprattutto in termini di effetti sul consenso), sia sulla ribalta della cronaca, senza che però cambi nulla. E il 90% di  irregolarità denunciate  dalla Guardia di Finanza sono lì a confermarlo.

Del resto, per evadere l’obbligo della partecipazione alla spesa sanitaria tutto quello che serve è una robusta dose di faccia tosta al momento di dichiarare, davanti allo sportello della Asl, il diritto all’esenzione per reddito anche se si guadagnano 5000 euro al mese e si è arrivati fino a lì guidando una Mercedes. Grazie a procedimenti di verifica del tutto inadeguati, infatti, i furbetti con la faccia di tolla che dichiarano il falso hanno altissime probabilità di farla franca. E, nel caso fossero pizzicati, le conseguenze sono meno pesanti di quanto forse dovrebbero: se agli evasori del ticket, fino a qualche anno fa, le procure contestavano di default il resto di truffa, le cose sono cambiate dopo

che le sezioni unite della Cassazione, il 25 febbraio 2011,  hanno depositato una sentenza che alleggerisce, derubricando il reato di chi ottiene l’esenzione per prestazioni sanitarie attraverso una menzognera autocertificazione sul reddito al rango di “indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato”.

Reato per il quale il codice penale prevede  (se si tratta di una prestazione da meno di 4mila euro, come nel caso dei ticket sanitari) una sanzione amministrativa (ancorché salta: da 5.164 e 25.822 euro)  e non penale. Un rischio relativo che molti italiani, popolo di poeti, santi, navigatori ed evasori, è evidentemente disposto a correre.

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