Francia, infermieri contro i farmacisti:  “Giù le mani dalle cure domiciliari”

Francia, infermieri contro i farmacisti: “Giù le mani dalle cure domiciliari”

Roma, 13 luglio – È ormai guerra aperta, in Francia, tra infermieri e farmacisti, con i primi all’attacco contro il “Decreto Servizi” con il quale potrebbe essere istituzionalizzata per i secondi la possibilità di sviluppare servizi e prestazioni che, a giudizio della Fni, la Federazione nazionale francese degli infermieri, rappresenterebbero un’inaccettabile invasione degli spazi professionali della professione infermieristica.

Molto duri i toni della reazione della Fni: “Attenzione, pericolo: i farmacisti vogliono prendersi cura delle cure a domicilio” non esita infatti a scrivere la sigla professionale sul suo sito, dove rileva che la proposta di un allargamento di certe competenze alle farmacie, sul tavolo di dieci anni, non aveva fin qui fatto passi in avanti proprio in considerazione delle difficoltà che avrebbe causato ad altre professioni e, in particolare, agli infermieri.

La Fni sospetta che organizzazioni dei farmacisti, ministero della Salute e assicurazioni sanitarie stiano concertando una sorta di “big deal” che, se concluso, cambierebbe la natura della professione farmaceutica, consentendo alle farmacie di “fare tutto”. Eventualità che, al di là dell’invasione di campo, preoccupa Fni perché rischia di bloccare le trattative convenzionali degli infermieri. La sigla professionale non ha anzi remore nel dare voce al sospetto che un accordo tra ministero, assicurazioni e farmacisti possa già essere stato raggiunto, e proprio questa sarebbe la causa del faticosissimo “trascinamento” delle trattative convenzionali degli infermieri.

Per quanto i contenuti del Decreto Servizi sono sotto embargo  (e dunque non ancora conosciuti), gli infermieri danno l’impressione di essere ben informati al riguardo e si spingono fino ad affermare che  “oggi, come sappiamo, i rappresentanti dei farmacisti cambierebbero effettivamente la natura della loro professione, cercando di imporre una forma di ‘grande affare’ a ministero della Salute e assicurazioni, in ragione del quale  le farmacie potrebbero fare tutto: cure a domicilio, vaccinazione antinflu, screening a fini preventivi, telemedicina, consulenza eccetera. E perché non la distribuzione dei giornali in collaborazione con le Poste?”
FNI denuncia  il tentativo e invita con forza il capo del governo a prendere in mano la situazione, imponendo  una vera contrattazione interprofessionale attorno ai contenuti del Decreto Servizi.

La sortita degli infermieri è stata ovviamente registrata anche dalla stampa specializzata del settore farmaceutico d’Oltralpe e colpiscono, al riguardo, i  commenti (peraltro sparuti) dei farmacisti: “Anche se la reazione dell’FNI è esagerata, non è del tutto sbagliata” scrive ad esempio uno, che sospetta che dietro al via libera ai nuovi servizi si nasconda un trappolone: “Vogliono costringerci a fare un po’ di tutto per poter dire domani dire a Leclerc che può vendere medicine”.

Un altro  sembra ritenere che la contrapposizione delle professioni sia in realtà voluta, una sorte di “divide et impera” del Governo. “Come farmacista, vaccinerò solo i pazienti che non lo faranno, come ho spiegato alle infermiere locali” scrive A 62 anni voglio trovare l’anima della mia professione che i politici ignoranti hanno danneggiato”.

“Il nostro compito è essere dei veri farmacisti, non fare il lavoro delle infermiere o dei medici, degli ottici o degli esperti di acustica” chiosa un terzo, concludendo che ogni professionista lavora e dovrebbe poterlo fare in collaborazione e consultandosi con gli altri professionisti.

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