Condannate le due farmaciste di Novi Ligure “pizzicate” da Le Iene

Condannate le due farmaciste di Novi Ligure “pizzicate” da Le Iene

Roma, 19 luglio – È finita  male la vicenda delle due  farmaciste di Novi Ligure, madre e figlia,  a suo tempo vittime di un’incursione di Nadia Toffa, inviata del programma “Le Iene” (nella foto), che aveva portato alla luce un giro piuttosto sostenuto, nella loro farmacia, di “anticipazioni” di farmaci ai clienti in assenza di ricette, poi successivamente fornite da medici della zona. Uno strano via vai sul quale si erano appuntate le attenzioni degli inquirenti, che avevano trovato riscontri in comportamenti e situazioni oltre le regole. In pratica, secondo l’accusa, le farmaciste “anticipavano” i farmaci e provvedevano poi personalmente a compilare le relative prescrizioni, d’accordo con  medici,  in non pochi casi anche aggiungendo la fustella di qualche farmaco neppure consegnato. Le ricette, registrate e firmate dai medici “complici” e corredate di tutte le fustelle, venivano spedite alle Asl per i relativi rimborsi, mentre i farmaci defustellati e non dispensati venivano poi venduti sottobanco nella stessa farmacia.

L’impianto accusatorio  e le prove prodotte (durante le indagini sono state prese in esame 37mila ricette riferite a 3400 pazienti, alcune centinaia dei quali ascoltati dagli inquirent) hanno evidentemente convinto il Tribunale di Alessandria, che in primo grado ha disposto la condanna per il reato di truffa di un anno e dieci mesi alla titolare della farmacia, un anno e cinque mesi alla figlia  e un anno e sette mesi a uno dei medici di famiglia finiti a gudizio. Assolti, invece, gli altri tre medici imputati.  A tutti gli imputati è stato riconosciuto il beneficio della sospensione condizionale della pena.

Ancorché più mite di quella richiesta dall’accusa (superiori ai due anni sia per le due farmaciste, sia per due dei quattro medici finiti a giudizio), la condanna è dunque arrivata, nonostante gli sforzi dei difensori della due farmaciste,  che avevano chiesto l’assoluzione delle loro assistite sia per il ridotto valore della truffa (circa 10 mila euro, risarciti peraltro alla Asl) sia perche quella delle anticipazioni dei farmaci – oltre a essere una pratica diffusa – nei fatti sostanzia anche un servizio reso dalla farmacia ai  propri clienti, con la consegna in anticipo nel  momento del bisogno, senza dover aspettare la ricetta del medico, che nel contesto della relazione fiduciaria farmacia-cliente può anche essere consegnata successivamente. Ragioni che però non hanno convinto i giudici e che – peraltro – non avevano evidentemente fatto breccia nemmeno negli organismi di categoria: le due farmaciste erano state espulse dall’Associazione provinciale dei titolari subito dopo la prima denuncia e risultano sospese anche dall’Ordine professionale.

Il giudice, dopo la lettura del verdetto pronunciata ieri, ha preannunciato il deposito delle motivazioni entro novanta giorni.

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