Federfarma, oggi la firma del protocollo d’intesa per la sostenibilità consumeristica

Federfarma, oggi la firma del protocollo d’intesa per la sostenibilità consumeristica

Roma, 19 luglio – Corretto utilizzo dei farmaci, lotta allo spreco, trasparenza, promozione dei farmaci equivalenti, lotta alla contraffazione e vendite on line, corretta formazione del prezzo dei farmaci. Questi gli ambiti di collaborazione nei quali si sostanzierà l’impegno congiunto di Federfarma e alcune associazioni di consumatori, che oggi firmeranno un Protocollo d’intesa sulla sostenibilità consumeristica con il sindacato dei titolari di farmacia.

Il protocollo nasce per promuovere progetti di collaborazione tra consumatori e farmacie sulla base degli obiettivi di sostenibilità messi a punto nel Manifesto per la Sostenibilità Consumeristica realizzato nell’ambito di Consumers’ Forum,  associazione di cui sono soci, tra gli altri, Federfarma e le associazioni di consumatori firmatarie del protocollo. Il manifessto è in buona sostanza, una carta d’impegni che indica alcuni obiettivi consumeristici legati ai Sostenible development goals dell’Agenda Onu 2030, condivisi con le associazioni dei consumatori.

In particolare, per l’uso dei farmaci, le associazioni (in rigoroso ordine alfabetico: Adiconsum, Adoc, Asso-Consum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Confconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento difesa del Cittadino, Ui.Di.Con e Unione Nazionale Consumatori) si impegnano a promuovere iniziative per informare i cittadini sui corretti criteri di conservazione, utilizzo, smaltimento dei farmaci scaduti ovvero recupero di quelli validi e inutilizzati.

Tra gli obiettivi fissati, quello di dare vita a una campagna a livello nazionale per sensibilizzare cittadini e istituzioni riguardo alla necessità di ridurre gli sprechi di farmaci, favorendo l’acquisto dei quantitativi strettamente necessari e il recupero delle confezioni non utilizzate. Ciò per la necessità di concorrere a ridurre uno spreco di risorse, che secondo un dato reso noto lo scorso anno su Huffington Post dal consigliere di amministrazione Aifa Carlo Gaudio, sarebbe di dimensioni davvero gigantesche: otto miliardi di compresse, pari al 30% dei 24 miliardi di dosi di farmaco che gli ospedali o i cittadini italiani acquistano, finirebbero nella spazzatura. Se fosse davvero così,  è come dire che il nostro Paese riduce in cenere senza colpo ferire qualcosa come circa 8 miliardi di euro.

Il protocollo tra Federfarma e associazioni consumeriste chiede anche un ripensamento del modello della distribuzione diretta di farmaci da parte delle Asl, in considerazione sia dei forti disagi ai quali sono costretti i cittadini per accedere ai farmaci, sia degli sprechi “fisiologicamente” correlati a questa modalità distributiva: le Asl, infatti, consegnano ai pazienti grandi quantitativi di medicinali per lunghi periodi di terapia, con il risultato di aumentare esponenzialmente il rischio che rilevanti quantitativi possano rimanere inutilizzati se il paziente stesso, per qualsiasi motivo, deve modificare o interrompere la terapia.

L’intesa viene presentata oggi a Roma nel corso di una conferenza stampa che si terrà nella sede di Federfarma.

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