Farmacie, autorizzazione “pro indiviso”, il Tar dà ragione all’Emilia Romagna

Farmacie, autorizzazione “pro indiviso”, il Tar dà ragione all’Emilia Romagna

Roma, 4 settembre – La scelta della Regione Emilia Romagna di concedere l’autorizzazione all’apertura e all’esercizio della farmacia “pro indiviso” in caso di vittoria al concorso straordinario in forma associata e di prevedere il divieto, per ognuno degli associati, di cedere o trasferire ad altri la propria quota di autorizzazione e/o di essere titolare, per intero o pro quota, di altre autorizzazioni, ha trovato conferma in due sentenze della seconda sezione del Tar della stessa Regione, pubblicate  qualche giorno fa, il 30 agosto.

Si tratta delle sentenze n. 657/2018 e n. 659/2018 dai giudici amministrativi, pronunciate a seguito dei ricorsi di alcuni farmacisti che si erano danneggiati dalle previsioni del criterio adottato dalla Regione, e in particolare dall’impossibilità di ottenere un’autorizzazione non “personale” (ancorché pro-quota) ma alla società costituita tra loro. I giudici amministrativi emiliani hanno respinto i ricorsi, ritenendo condivisibile il criterio scelto dalla Regione, rispettoso della natura straordinaria della procedura concorsuale e in particolare  della possibilità riconosciuta ai candidati di cumulare i propri titoli aumentando così le possibilità di vittoria. Circostanza che, secondo il Tar,   legittima e rende anzi necessaria la scelta di rilasciare in favore dei vincitori associati un’unica autorizzazione “pro indiviso”, ovvero pro quota a ciascuno di essi personalmente. Scelta che, argomentano i giudici emiliani, è l’unica che da un lato consente la partecipazione al concorso straordinario in forma associata cumulando i titoli (come se a partecipare fosse una sola persona fisica), ma dall’altro mantiene impregiudicato il principio di personalità dell’autorizzazione all’esercizio di una farmacia.

La scelta della Regione Emilia Romagna, inoltre, secondo i giudici del Tar,  non comporta – come prospettato dai ricorrenti – violazioni della normativa civilistica che disciplina l’attività d’impresa o l’art. 7 della legge n. 362/1991, atteso che tali disposizioni attengono ai profili di gestione della farmacia da parte di società (si parla, infatti, di titolarità “dell’esercizio” della farmacia) e non, invece, agli aspetti connessi all’autorizzazione all’apertura (la così detta titolarità “della farmacia”, intesa come “autorizzazione ex art. 112 TULS, utilizzata ad esempio nell’art. 8 l. n. 362/1991 e nell’art. 11 comma 3 d.l. n. 1/2012).  la quale è e resta personale. Semplicemente, rilasciata pro-quota ai candidati associati vincitori del concorso.

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