Parafarmacie, le sigle di settore lanciano un appello all’unità

Parafarmacie, le sigle di settore lanciano un appello all’unità

Roma, 6 settembre – L’unione fa la forza: questo, in sintesi, il senso dell’appello (che con molto understatement gli autori si limitano a definire “messaggio”) che Fnpi, Mnlf, Culpi e Federazione Farmacisti e Disabilità stanno facendo circolare in questi giorni, soprattutto nelle piattaforme social, per richiamare il mondo delle parafarmacie a una maggiore unità di intenti, in vista dell’audizione che avrà luogo in Fofi il prossimo 17 settembre, ma soprattutto per far fronte agli tutti gli impegni e i confronti istituzionali e politici che attendono a breve la categoria e che saranno probabilmente decisivi per determinare i destini futuri degli esercizi nati nel 2006 con le “lenzuolate” dell’allora ministro delle Sviluppo economico Pierluigi Bersani.

“Urge capire se come categoria vogliamo continuare a presentarci frammentati e litigiosi, dire tutti cose diverse e fare ancora il gioco di chi ci vuole bollare come deboli e irrilevanti, oppure cambiare finalmente rotta” si legge nella lettera. “Nessuno di noi dovrebbe voltare le spalle a questo appello solo perché arriva da un’altra sigla, da un ‘concorrente’: non siamo in concorrenza, siamo dalla stessa parte, fino a prova contraria.

Le sigle che a oggi hanno scelto la strada dell’unificazione di intenti, nel rispetto delle reciproche autonomie (evidente e comprensibile l’autoriferimento) “si sono guadagnate attenzione politica, stanno lavorando bene e altre sigle si stanno aggiungendo” si legge ancora nell’appello. “Una scelta reale e concreta, non semplici proclami: chi vuole dividerci verrà isolato sempre più”.

La lettera entra quindi nel vivo della “strategia” da mettere in atto in una fase politica che, con l’arrivo al governo del Movimento 5 Stelle, che non ha mai fatto mistero di sostenere le posizioni delle parafarmacie, viene ritenuta cruciale: “Il principio libertario da noi promosso è questo: il farmaco al farmacista, libertà di esercizio della professione, nell’interesse esclusivo del cittadino: servizi, consulenze, professionalità, accesso alle cure, risparmio, varietà, capillarità, sicurezza, occupazione. Senza colleghi lasciati per strada, senza vittime, ma con milioni di vincitori: i cittadini” scrivono Fnpi, Mnlf, Culpi e FederFarDis.

“Compattandoci ogni collega sarà artefice e parte attiva di ciò in cui decide di credere, non più spettatore inerme e disorientato” continua quindi la lettera. “Nessun collega si deve più ritrovare isolato su binari morti di vane promesse, disorientato da bugie ben confezionate, esposto a lusinghe fuorvianti, convinto a non credere più in se stesso, trascinato verso intenti restauratori, indotto a tradire se stesso e i principi libertari che ci animano da sempre”.

L’appello fa quindi riferimento alle divaricazioni che hanno segnato in negativo, in particolare nel corso dell’ultimo anno, l’attività delle sigle delle parafarmacie. “Nessun rappresentante di categoria deve più infliggere a se stesso e ai suoi iscritti forme di ambiguo o permaloso isolamento” scrivono gli autori dell’appello “soprattutto quei colleghi che magari da anni portano avanti con corposi dossier istanze simili e condivisibili, ma non hanno finora voluto fare gioco di squadra, col risultato che da anni vanno dicendo le stesse cose, ma con voci deboli e frammentate”.

“Dobbiamo superare insieme le futili diffidenze tra sigle, i colleghi ce ne saranno grati. Dobbiamo imparare insieme a dosare il protagonismo, senza rinunciare ai nostri meriti ma sapendo che fare gioco di squadra è il merito più grande” continua la lettera. “Dobbiamo convincerci che insieme i risultati arriverebbero, e allora i meriti sarebbero di tutti. Senza malafede, senza cedere alle lusinghe di chi gioca a dividerci, di chi approfitta delle nostre debolezze per manovrarci”.

“Riprendiamo le redini insieme, rendiamo i nostri iscritti e tutti i colleghi fieri di noi, uniamoci sotto la comune bandiera della libertà di esercizio della professione” è l’esortazione finale. “Una governance del farmaco più a misura di farmacista – e non di farmacia – sarà solo una delle naturali inevitabili conseguenze benefiche per tutti noi, per il cittadino, il Ssn e lo Stato”.

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