Sinasfa: “Bonus disoccupazione Enpaf, occhio alla scadenza del 31 dicembre”

Sinasfa: “Bonus disoccupazione Enpaf, occhio alla scadenza del 31 dicembre”

Roma, 10 settembre – Con un “post” pubblicato ieri su Facebook in un forum di farmacisti,  il presidente di Sinasfa Francesco Imperadrice (nella foto) ha voluto ricordare che il prossimo 31 dicembre scadrà il triennio di durata del prolungamento da 5 a 7 anni del “bonus” di disoccupazione concesso dall’Enpaf per il triennio 2016/2018 con il placet dei ministeri vigilanti.

Sono 1549, secondo quanto riferisce Imperadrice,  i farmacisti che al 1° gennaio 2019 potrebbero esaurire il bonus, ed esattamente 675 con cinque, 456 con sei, e 418 con sette anni di disoccupazione. “L’Ente, come prassi, invierà una comunicazione di preavviso ai colleghi in questione” spiega il presisdente Sinasfa “affinché chi avesse cambiato il proprio stato da disoccupato ad occupato possa mettersi in regola e continuare a pagare la quota ridotta”.

Imperadrice, con un rimando al sito Sinasfa, offre quindi alcuni consigli ai farmacisti con il “bonus” in scadenza: quelli che hanno mutato la loro condizione lavorativa e sono attualmente occupati, devono inviare all’Enpaf la documentazione che attesti il loro stato di occupazione affinché possano continuare a usufruire del  contributo ridotto dell’85% o chiedere di ripassare dall’1% al 3% se pagano il contributo di solidarietà.

Il consiglio  a chi invece èin stato di disoccupazione da lungo termine  è di cancellarsi dal proprio Ordine professionale e quindi da Enpaf entro il 31 dicembre 2018  e quindi di riscriversi, mantenendo la  possibilità di continuare a pagare la quota di solidarietà o altra quota ridotta, soltanto nel momento in cui abbiano trovato lavoro.

Ai farmacisti che si sono cancellati dall’Ordine, il suggerimento è di riscriversi nel caso in cui ricevessero un offerta di lavoro  per un periodo anche inferiore a sei mesi e un giorno, tenendo presente che il regolamento Enpaf prevede la possibilità di pagare la quota ridotta dell’85% o quella di solidarietà anche per brevi periodi lavorativi purché questo copra la maggior parte del periodo di iscrizione. Per questa fattispecie, Sinasfa fa un esempio pratico: un iscritto cancellatosi dall’Albo, per una sostituzione di quattro mesi da giugno a settembre, si riscrive  all’Ordine e quindi all’Enpaf a fine maggio. Ultimata la sostituzione, invia la documentazione all’ente previdenziale di categoria accedendo così         alla riduzione contributiva, perché l’attività in regime di lavoro dipendente ha coperto la maggioranza del periodo. In questo modo, questo farmacista  avrà poi la possibilità di cancellarsi nuovamente dall’Ordine se entro il 31 dicembre non avrà alcuna prospettiva lavorativa per l’anno successivo.

L’ultimo consiglio, che riguarda i farmacisti che hanno già accumulato diversi  anni di disoccupazione, è quello di sfruttare anche i “ritagli lavorativi”  per raggiungere i requisiti minimi per ottenere la pensione Enpaf  (20 anni di attività professionale e 30 anni di iscrizione all’Ente), sommando i periodi lavorativi inferiori ai sei mesi e un giorno conseguiti nel corso di anni diversi fino alla maturazione di un anno intero, al fine di conseguire un anno di attività professionale quale requisito di pensione.

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