Aceti: “Dg Aifa, voce anche ai cittadini”. Oggi il parere delle Regioni sulla nomina

Aceti: “Dg Aifa, voce anche ai cittadini”. Oggi il parere delle Regioni sulla nomina

Roma, 13 settembre –  Aifa, l’Italia segua l’esempio dell’Ema e coinvolga anche le organizzazioni dei cittadini nella nomina del direttore generale. È la richiesta che Cittadinanzaattiva, con il suo coordinatore Tonino Aceti, ha avanzato ieri, nell’immediata vigilia della seduta di oggi della Conferenza delle Regioni,  che dovrà esprimere il suo parere sulla designazione ministeriale di Luca Li Bassi (nella foto) al vertice operativo dell’agenzia regolatoria nazionale.

“Anche l’Italia riconosca alle organizzazioni di cittadini e pazienti un ruolo di attori e non soltanto di spettatori, come purtroppo accade ancora oggi” chiede in una nota Cittadinanzattiva, precisando appunto che lo stesso direttore esecutivo dell’agenzia europea “è nominato anche dalle organizzazioni civiche”, la cui presenza è prevista nel management board,  l’organismo che tra le altre competenze ha quella della nomina del direttore e la composizione delle vari Commissioni. E nel managemente board, ricorda Aceti, nel quale siedono appunto,  insieme a due rappresentanti della Commissione europea, due del Parlamento europeo e uno per ogni Stato membro,  anche esponenti della società civile: due rappresentanti delle organizzazioni di cittadini-pazienti, uno delle organizzazioni dei medici e uno dei veterinaria.

Pur apprezzando l’innovazione che l’attuale ministro della Salute ha apportato nella procedura di nomina del nuovo direttore generale dell’Aifa, Aceti osserva che “l’iter purtroppo coinvolge ancora solo il Ministero della Salute e le Regioni. Eppure, le decisioni che il Direttore e il Presidente dell’Aifa devono assumere ogni giorno entrano innanzitutto nella vita e nella salute di tutti i pazienti”. L’innovazione, in buona sostanza, non basta e deve fare un passo in più, aprendo alla partecipazione civica. E le occasioni per farlo, osserva la nota di Cittadinanzattiva, non mancano: le prime due sono il documento sulla nuova governance del farmaco (al quale sta lavorando il tavolo tecnico dalla ministra Grillo) e la riforma della stessa Aifa.

Intanto, la nomina di Li Bassi da parte della ministra Grillo, del tutto inaspettata, è risultata spiazzante per non pochi osservatori, sorpresi dalla scelta di un nome sul quale le immediate ricerche su Pubmed, Scholar e Google non hanno prodotto una grande messe di notizie, se non quelle relative a non molte e non troppo recenti pubblicazioni indicizzate, la maggior parte delle quali risalenti alla sua permanenza all’Istituto Mario Negri. Per contro, non è davvero mancato l’apprezzamento per il tentativo della titolare del dicastero di introdurre criteri di scelta innovativi rispetto al passato. Permangono, tuttavia, alcune perplessità sulle modalità di selezione: la principale, espressa con molta chiarezza da un articolo in primo piano di Va’ Pensiero, la newsletter de Il Pensiero Scientifico Editore, è riferita alla procedura “in blind” che, secondo quanto reso noto dalla ministra, sarebbe stata utilizzata per la selezione dei vari curriculum pervenuti al ministero dopo l’avviso pubblico lanciato il 13 luglio scorso. Ma, scrive Va’Pensiero “rendere anonimo un curriculum non è proprio possibile. Delle due, l’una: o i tre ‘esperti internazionali’ (Claudio Jommi, Roberto Cingolani e Sir Andrew Dillon) non hanno idea di chi siano, cosa hanno fatto o stiano facendo le persone che si occupano di politiche del farmaco, oppure la valutazione cieca dei candidati è una boutade che verrà precisata o smentita nelle prossime ore”.

“Un cervello in fuga rientra in Italia ed è una buona notizia” conclude l’articolo. “A patto che i cervelli in fuga dal nostro Paese non siano destinati ad aumentare disorientati da certe decisioni”.

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