Efficienza dei sistemi sanitari, Italia al 4° posto della classifica Bloomberg

Efficienza dei sistemi sanitari, Italia al 4° posto della classifica Bloomberg

Roma, 21 settembre  – Il sistema sanitario italiano ottiene ancora una volta un piazzamento lusinghiero nell’Health Care Efficiency  di Bloomberg, l’indice che misura il rapporto tra la spesa per la sanità e l’aspettativa di vita di 56 Paesi sulla base di dati riferiti al 2015 ricavati da Banca Mondiale, Oms, Nazioni Unite, Fondo monetario internazionale. Il nostro Paese si piazza al 4° posto, ai piedi del podio (occupato nell’ordine da Honk Kong, Singapore e Spagna), guadagnando così due posizioni rispetto alla precedente edizione.

La nostra sanità, secondo i criteri di Bloomberg (che per questa classifica prende in considerazione soltanto Paesi che vantano una vita media superiore ai 70 anni, un Pil pro-capite superiore a 5,000 dollari e una popolazione minima di 5 milioni di persone), precede nella top ten Corea del Sud, Israele, Giappone, Australia, Taiwan e Emirati Arabi.

Luci e ombre per gli altri Paesi europei, con Norvegia, Irlanda e Grecia rispettivamente all’11°, 13 e 14° posto. La Francia occupa il 16° posto, mentre il Regno Unito è sceso di ben 14 posizioni, piazzandosi al 35° posto. Ancora peggio la Germania, al 45° posto, con un arretramento di sei posizioni.

Navigano nelle parti basse della graduatoria  gli Stati Uniti, che affiancano l’Azerbajian al 54° posto: ha fatto peggio solo la Bulgaria. Nemmeno l’Obamacare (i dati si riferiscono al periodo in cui la riforma del presidente democratico era al suo secondo anno) sembra essere riuscita nell’impresa di migliorare l’efficienza del sistema sanitario statunitense. Sembra un paradosso, pensando agli avanzatissimi livelli scientifici, tecnici e professionali della sanità USA, ma lo diventa molto meno se si considera che i cittadini della Repubblica Ceca, che hanno un’aspettativa di vita media sovrapponibile a quella dei cittadini degli Stati Uniti, spendono in salute meno della metà degli americani. Il sistema sanitario ceco “vale” infatti il 7,3% del Pil, contro il 16,8%  di quello USA.

Ma, parlando di classifiche dei sistemi sanitari, bisogna sempre tenere presente il recente monito della Fondazione Gimbe a non prenderle per oro colato, a seguito di una revisione sistematica e un’analisi metodologica condotte sui criteri e gli strumenti utilizzati da organizzazioni internazionali  per stilare le loro graduatorie, tra le quali anche Bloomberg. Proprio riferendosi a quest’ultima, Gimbe ha osservato che il suo Health Care Efficiency misura esclusivamente l’efficienza dei sistemi sanitari, mettendo in relazione l’aspettativa di vita con la spesa pro-capite. Un criterio che, inevitabimente, finisce per  sovrastimare la qualità del nostro Ssn, sia perché la longevità dipende soprattutto da altri determinanti della salute, sia perché la progressiva riduzione della spesa sanitaria negli ultimi anni  ha permesso al nostro Paese di scalare la classifica.

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