Federconsumatori: “Troppi farmaci superflui in farmacia”. Federfarma Milano: “Li approva l’Aifa”

Federconsumatori: “Troppi farmaci superflui in farmacia”. Federfarma Milano: “Li approva l’Aifa”

Roma, 5 ottobre – Metà dei circa 9.000 farmaci presenti in farmacia, secondo l’autorevole parere del presidente dell’Istituto Mario Negri Silvio Garattini, sono superflui. Lo sostiene in un comunicato  FederConsumatori, in un comunicato stampa diramato per commentare l’ultimo scandalo che, in ordine di tempo, ha investito la sanità, con il coinvolgimento, a Parma, di medici, dirigenti sanitari e case farmaceutiche, per i quali la Procura della Repubblica ipotizza diversi reati,  dalla corruzione alla truffa.

Per la sigla consumerista, accertare e punire severamente chiunque sia coinvolto in vicendecome questa, rese possibili dalla mancanza di etica che alimenta rapporti collusivi e conflitti di interesse che finiscono inevitabilmente per pagare le tasche dei cittadini e un servizio sanitario pubblico in grave difficoltà, non è comunque sufficiente: il ministero della Salute, a giudizio di Federconsumaotri, deve intervenire a monte per arginare questi episodi sempre più frequenti. Cominciando, in primo luogo, dal fissare  norme e criteri decisamente più stringenti per l’ammissione di nuovi farmaci nel Prontuario farmaceutico nazionale, accedendo il semaforo verde solo per quelli davvero innovativi sul piano medico scientifico e non solo del marketing. OSugli scaffali delle farmacie, insomma, “occorre limitare e sfrondare in modo deciso”.

Altrettanto necessario è che il ministero promuova campagne di sensibilizzazione rivolte a medici e cittadini per ridurre l’uso dei farmaci (e degli integratori) solamente in casi di reale necessità e non per assecondare forme di consumismo farmaceutico. Secondo Federconsumatori, in  questo modo si otterrebbero risultati molto importanti sia sul piano della salute della popolazione, sia sul piano economico, ricavando risparmi importanti che potrebbero essere destinati a “sistemare” qualcuna delle molte carenze del Servizio sanitario nazionale.

Alla sortita di Fedeconsumatori ha subito replicato Federfarma Milano, con le puntualizzazioni del segretario  Giampiero Toselli (nella foto),  raccolte e pubblicate dalla newsletter F-Press. Toselli, senza entrare nel merito dell’inchiesta, osserva che “non è la prima volta che nascono polemiche su quello che c’è in Prontuario. Federconsumatori però sembra dimenticare che le farmacie italiane vendono farmaci che sono tali perché sono stati autorizzati dall’Aifa. Se ritiene che siano stati fatti errori nei processi autorizzativi si rivolga alle autorità competenti”. Se poi, aggiunge il segretario di Federfarma Milano, l’associazione consumerista dovesse ritenere che “le nuove conoscenze scientifiche o gli ultimi aggiornamenti della ricerca abbiano reso inutili alcuni dei medicinali oggi in prontuario, si rivolga all’Aifa per chiedere una revisione. Come sempre hanno fatto” conclude Toselli “le farmacie si adegueranno a tutte le decisioni che verranno prese dall’Agenzia”.

Sulla vicenda parmense si è subito espresso anche l’assessore alla sanità della Regione Emilia Romagna, Sergio Venturi: “Se verrà dimostrato che è stato percepito indirettamente denaro da rappresentanti di aziende farmaceutiche i sanitari in questione saranno sospesi immediatamente dalla convenzione con l’Università di Parma” ha detto l’assessore “È necessario intervenire in modo esemplare per prevenire e sanzionare i casi come questi che, voglio essere altrettanto chiaro, devono finire. Basta. Per questo stiamo anche valutando la possibilità di vietare l’organizzazione di congressi da parte di professionisti della sanità pubblica che non siano sostenuti unicamente dalle stesse aziende pubbliche, evitando cioè che il sostegno venga da aziende private”. 
“Lo scorso anno  la Regione è intervenuta con una legge che ha voluto rafforzare quanto previsto a livello nazionale” ha detto ancora Venturi “prevedendo il dovere per tutti coloro che lavorano nelle nostre strutture, universitari compresi, di dichiarare annualmente tutti i rapporti intercorsi, a qualsiasi titolo, con soggetti esterni dai quali possa derivare un conflitto di interessi anche potenziale. Questa dichiarazione deve prevedere tutti gli eventuali emolumenti percepiti e i benefici goduti, sia direttamente che indirettamente. La violazione di questo dovere, in Emilia-Romagna configura una responsabilità disciplinare, oltre ad essere rilevante ai fini della responsabilità civile, amministrativa e contabile”.

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