Enpaf: “Il disagio dei colleghi non ha targhe: la solidarietà di categoria vale per tutti”

Enpaf: “Il disagio dei colleghi non ha targhe: la solidarietà di categoria vale per tutti”

Roma, 11 ottobre – A qualcuno non è piaciuto che il Consiglio di Amministrazione dell’Enpaf, non facendo altro che applicare alla lettera il suo Regolamento di assistenza, abbia disposto nei giorni scorsi misure di sostegno a favore dei farmacisti titolari e soci di parafarmacia in condizioni di particolare disagio economico (cfr. RIFday di ieri), esattamente come fa da anni a beneficio di altre categorie come gli iscritti rurali a basso reddito e i farmacisti liberi professionisti con situazioni di difficoltà. Questo qualcuno ha anche trovato il tempo di esternare  il suo disapppunto, a volerlo chiamare così, in un paio dei tanti gruppi di discussione tra farmacisti che circolano in rete.

Fin qui, tutto normale, dal momento che è assolutamente legittimo avere le proprie opinioni ed esprimerle. Il problema è che le esternazioni in questione lasciavano intendere ciò che non è, ovvero un qualche trattamento di “miglior favore” o quantomeno di maggiore disponibilità da parte della cassa professionale nei confronti dei farmacisti titolari e soci di parafarmacie. Il che sostanzia, nei fatti, una vera e propria fake new che l’Enpaf si è subito preoccupato di denunciare come tale, con un comunicato stampa diramato nella mattinata di oggi.

“A fronte di alcune affermazioni fatte circolare in rete da gruppi di discussione di farmacisti” si legge nella nota indirizzata ai giornali di settore  “il presidente dell’Enpaf Emilio Croce ritiene necessario riepilogare le caratteristiche degli interventi assistenziali una tantum assunti dall’Ente per le diverse componenti della categoria, che trovano previsione, tra l’altro, all’interno del Regolamento di assistenza, approvato dai ministeri vigilanti il 13 giugno del 2017″.

Croce (nella foto) si preoccupa preliminarmente di chiarire  “che gli interventi assistenziali sono finanziati da tutti gli iscritti, senza alcuna differenziazione, dal momento che, nella Sezione Assistenza, affluisce il relativo contributo, pari a 28 euro, per l’anno 2018”.

“In forza del citato regolamento” continua il presidente della cassa di categoria “gli interventi assistenziali straordinari sono erogati a fronte della situazione di difficoltà economica dell’iscritto, che deve essere comprovata anche con la produzione del certificato Isee”.

“Tutte le iniziative assistenziali straordinarie una tantum, assunte e da assumere dal Consiglio di amministrazione nel corso del corrente anno, non sono altro che la reiterazione di iniziative analoghe, assunte dall’Ente sin dal 2010, per i farmacisti rurali a basso reddito” chiarisce quindi Croce, ricordando che le misure di aiuto sono state erogate fin dal 2014 per i titolari di parafarmacia e addirittura dal 2006  per i farmacisti liberi professionisti. E sottolineando, a beneficio di chi evidentemente lo ignora o se lo sa fa finta di non saperlo, che tutte queste componenti professionali “versano la contribuzione previdenziale soggettiva in misura intera, avendo l’Enpaf quale unico ente di previdenza”.

Non ci sarebbe, insomma, nemmeno materia per discutere, eppure c’è chi ha ritenuto di voler comunque provare ad accendere una polemica, tentativo che Croce cerca di stroncare sul nascere: “Non intendo reagire a fake news che mirano unicamente a dividere, oggi, la nostra professione, in particolare contro quelle componenti che vivono situazioni di disagio economico” scrive infatti il presidente dell’Enpaf “né sono ammissibili strumentalizzazioni riguardanti iniziative che hanno da sempre l’unica finalità di realizzare concreti interventi di sostegno al reddito, nella convinzione che la solidarietà endocategoriale non possa che rappresentare sempre un valore aggiunto per una categoria che abbia rispetto del proprio senso di appartenenza”. Un concetto che viene ribadito in chiusura, senza mezzi termini e marcando le differenze: “Il Consiglio di Amministrazione dell’Enpaf non smetterà  mai di attenersi a questi principi” afferma infatti Croce “con buona pace di chi, evidentemente, ritiene di vantare qualche diritto di primazia e, come i maiali della fattoria orwelliana, pensa di essere ‘più uguale degli altri’.

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