Decongestionanti unico sollievo per raffreddore, ma non vanno dati ai bambini

Decongestionanti unico sollievo per raffreddore, ma non vanno dati ai bambini

Roma, 17 ottobre – Sta arrivando la stagione dei raffreddori, malanno che si accanisce soprattutto contro i bambini, che possono esserne colpiti  fino a otto volte l’anno, il doppio degli adulti, senza la possibilità di essere adeguatamente curati: la maggior parte dei rimedi consigliati per i più piccoli, infatti, ha poche prove di efficacia. Non solo: i decongestionanti non dovrebbero essere somministrati ai bambini sotto i 6 anni e dovrebbero essere somministrati con cautela in quelli sotto i 12,  perché non vi sono evidenze che riescano ad alleviare sintomi come un naso chiuso o che cola.

È quanto emerge, riferisce un lancio dell’Ansa, da una revisione degli studi sul tema pubblicata dal British Medical Journal.

“Non ci sono prove che questi trattamenti allevino i sintomi nasali e possono causare effetti negativi come sonnolenza o disturbi gastrointestinali” rilevano gli autori dello studio (realizzato in collaborazione da ricercatori dell’università  australiana di Brisbane e di quella di Ghent, in Belgio). “Nei bambini sotto i 2 anni sono stati associati a convulsioni, battito cardiaco accelerato e morte. Se i genitori sono preoccupati per il loro bambino, le irrigazioni o le gocce nasali saline possono essere utilizzate in sicurezza, ma questo potrebbe non dare il sollievo desiderato”.

Lo studio affronta quali possano essere i migliori rimedi per la lotta al raffreddore. Per gli adulti le prove suggeriscono che l’uso di decongestionanti da soli, o con antistaminici o analgesici, per un massimo di 3-7 giorni, possa avere un piccolo effetto sui sintomi nasali. Tuttavia, gli effetti collaterali possono portare a un aumento del rischio di insonnia, a sonnolenza, mal di testa o disturbi allo stomaco.

L’uso a lungo termine di decongestionanti, invece, può portare a una congestione nasale cronica che sarebbe poi più difficile da trattare. Paracetamolo e farmaci antinfiammatori sono talvolta prescritti per alleviare il dolore, ma non sembrano migliorare la congestione nasale o il naso che cola.

“Sulla base delle prove attualmente disponibili, la rassicurazione che i sintomi siano auto-limitanti è la migliore che si possa offrire ai pazienti, sebbene l’uso a breve termine dei decongestionanti negli adulti possa dare sollievo dal naso bloccato” concludono gli studiosi. Gli unici prodotti da banco che probabilmente funzionano, rilevano gli autori dello studio, sono i decongestionanti, come gli spray nasali, gli antistaminici o gli antinfiammatori, che però non andrebbero somministrati sotto i 12 anni. Per i bambini più piccoli invece non ci sono studi pubblicati di sufficiente qualità per la maggior parte dei rimedi utilizzati, mentre sono assolutamente da evitare gli antibiotici.

“Non abbiamo trovato prove” scrivono i ricercatori  “che supportino l’uso di altri trattamenti comuni o rimedi casalinghi, dall’aria umidificata all’echinacea ai probiotici alle erbe ai supplementi vitaminici”.
I sintomi del raffreddore, concludono gli esperti, dovrebbero passare da soli in 7-10 giorni, senza l’aiuto di farmaci. “I genitori preoccupati per il benessere dei figli” suggeriscono gli autori della ricerca “potrebbero alleviare i sintomi con l’irrigazione con la soluzione salina, un trattamento che non ha effetti collaterali e può essere ripetuto più volte”.

 

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