Francia, nuova remunerazione farmacie frena gli effetti della crisi

Francia, nuova remunerazione farmacie frena gli effetti della crisi

Roma, 5 novembre – Le cose, per le farmacie, non vanno granché bene nemmeno in Francia, ma i nuovi meccanismi di remunerazione, introdotti dalla riforma dello scorso anno  e in vigore da nove mesi fa, si sono confermati – come era peraltro nelle aspettative – un efficace cuscinetto protettivo.
È quanto emerge dal primo bilancio stilato da Uspo, l’Unione dei sindacati dei farmacisti d’officina presieduto da Gilles Bonnefond, a nove mesi dal passaggio al  nuovo metodo di remunerazione adottato oltralpe per contrastare l’erosione determinata dal calo dei prezzi dei farmaci, con il considerevole aumento della quota dell’onorario professionale (che nelle farmacie con fatturati inferiori a un milione di euro rappresenta ormai la quota largamente maggioritaria delle entrate del farmacista).
Secondo quanto riferisce Le Quotidien du Pharmacien, i numeri di settembre non sono buoni e hanno segnato un calo di confezioni vendute molto rilevante. Rispetto a settembre 2017, registriamo una perdita di  quasi 19 milioni di unità” afferma Bonnefond. Un dato che si traduce in una riduzione della retribuzione di oltre 24 milioni di euro. Un dato 10 volte superiore a quello dello scorso anno, quando il numero di unità era diminuito di 1,6 milioni e il margine di 9,5 milioni di euro.
“Possiamo però vedere che la nuova modalità di remunerazione è molto più protettiva nonostante il calo dell’attività”  afferma Bonnefond, spiegando che – senza la riforma dei compensi  –  le farmacie nel 2018 avrebbero perso 90 milioni di euro.  La perdita ammonta invece a poco più di 24 milioni di euro. Che sono comunque tanti e aggravano la crisi delle farmacie francesi, delle quali – secondo le proiezioni effettuate qualche mese fa da un’affermata associazione di commercialisti,  il Conseil gestion pharmacie (Cgp) – diverse migliaia, dalle 2000 alle 5000, rischiano di chiudere entro il 2025.
Per Bonnefond, alla luce dei dati dei primi nove mesi dell’anno, è però evidente la  conferma  dell’effetto “ombrello”  del nuovo meccanismo di compensazione. “Nonostante l’ulteriore perdita di unità rispetto allo scorso anno” spiega infatti il presidente Uspo “la perdita di margine ammonta a 31 milioni di euro, contro 121 milioni di euro nei primi nove mesi del 2017. Quindi la situazione si sta stabilizzando”.
Lo scorso anno tra gennaio e settembre, la perdita di retribuzione era stata in media di 5707 euro a farmacia. Quest’anno, nello stesso periodo, ammonta a 1.453 euro. Una prova degli effetti di ammortizzazione delle nuove modalità di compenso, anche se, per Bonnefond,  “il risultato non è ancora del tutto soddisfacente”, a causa soprattutto dell’inarrestabile calo dell’attività e dei volumi di vendita, che si riflette in una drammatica diminuzione dei compensi legati  ai margini.
Bonnefond riconosce però che in soli nove mesi non potevano essere del tutto cancellati gli effetti della remunerazione precedente e dei numeri in continua discesa dell’attività  delle farmacie, che continuano letteralmente a “perdere pezzi”,
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