Tue, 11 Dec 2018
Banca Ifis, l’AD Bossi: “Continuiamo a crescere”. Smentiti i rumors su ipotesi di fusione

Banca Ifis, l’AD Bossi: “Continuiamo a crescere”. Smentiti i rumors su ipotesi di fusione

Roma, 12 novembre – Immediata, esplicita  e secca la smentita di Banca Ifis, l’istituto di credito proprietario di Credifarma,  ai rumors  concernenti ipotesi di fusione con la Popolare di Bari o con Carige, rilanciati in particolare da Citywire, gruppo editoriale indipendente specializzato in informazione finanziaria, e già destituiti di ogni  fondamento dall’AD Giovanni Bossi (nella foto) nel corso di un’intervista a L’Economia, il supplemento economico del Corriere della Sera.

Il numero uno della banca, sgombrato il campo da ogni voce al riguardo, ha anche affermato che non ci sarà bisogno di ricorrere a un aumento di capitale, mentre potrebbe essere interessante un buyback su azioni e bond, “anche se l’iter autorizzativo è molto complesso”.

Banca Ifis ha chiuso l’ultima trimestrale con un calo del 20% del risultato netto della gestione finanziaria (96,6 milioni), utile netto in calo del 49,8% a 22,8 milioni e costi operativi in aumento del 5,6% a 64,7 milioni. Ma dal Consiglio di amministrazione riunitosi l’8 novembre sotto la presidenza di Sebastien Egon Fürstenberg per approvare i risultati finanziari del Gruppo relativi ai primi nove mesi del 2018, arrivano comunque dichiarazioni improntate all’ottimismo.

“In questi nove mesi Banca Ifis ha continuato a crescere e ad assicurare supporto all’economia del Paese, anche in un clima macro in progressivo deterioramento” ha spiegato Bossi. “Ci presentiamo ai mercati con un solido assetto patrimoniale e finanziario. La Banca detiene una quantità modesta di titoli di Stato, tra le più basse del sistema e pari a circa il 29% del patrimonio netto. Può inoltre contare su una dotazione di liquidità eccedente i fabbisogni, tale da esporre un liquidity coverage ratio (Lcr) pari a oltre il 2.000% contro un minimo regolamentare del 100%. Siamo in grado di offrire prodotti pensati e dimensionati per le piccole imprese e le famiglie in difficoltà, con un’immutata capacità di innovare e soddisfare tempestivamente le esigenze emergenti”.

“L’assenza di appesantimenti strategici, causati da eredità del passato, e il posizionamento in mercati poco collegati ai business tradizionali di altri istituti di credito, contribuiscono favorevolmente a rafforzare il nostro ruolo nello scenario nazionale” ha detto ancora l’AD di Banca Ifis, sottolineando che l’istituto “ha espresso dinamismo in ogni segmento, facendo crescere i singoli business e fornendo supporto alle aziende. Particolare enfasi è stata posta nel supporto al capitale circolante delle piccole medie imprese, con incremento dei volumi e dei clienti serviti”.

Bossi ha quindi svolto alcune considerazioni in ordine all’area dei non performin loan, i crediti la cui riscossione è considerata a rischio, eaffermando che il mercato italiano sta evidenziando alcuni previsti cambiamenti strutturali, “dei quali Banca Ifis tiene debito conto”.  In particolare, la pressione sui prezzi di acquisto dei portafogli che ha caratterizzato i primi mesi del 2018  “sta lasciando spazio a un contesto competitivo più interessante con prezzi in contrazione: per questo abbiamo ricominciato ad acquistare portafogli nel terzo trimestre con prezzi nell’intorno del 5% per crediti unsecured con un controvalore di circa 1,8 miliardi”.

“Confermiamo la massima attenzione nell’azione di trasformazione dei debitori non paganti in ri-performanti; il successo della nostra azione è oggi testimoniato dal vigoroso incremento degli utili e dei flussi di cassa generati e attesi per effetto delle trasformazioni” ha concluso Bossi. “La determinazione nello svolgere consapevolmente un ruolo di sempre maggiore rilievo a favore dell’economia italiana, nell’interesse simultaneo degli operatori e della crescita dell’istituto, continua a rappresentare il faro della nostra azione quotidiana”.

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