Fnpi su nodo parafarmacie: “La soluzione? Concorrenza etica in un sistema duale di distribuzione”

Fnpi su nodo parafarmacie: “La soluzione? Concorrenza etica in un sistema duale di distribuzione”

Roma, 16 novembre -“Le proposte della libera dispensazione del farmaco non convenzionato e della libera erogazione di servizi, convenzionati o meno, che vedono la convergenza della maggioranza schiacciante delle sigle” muovendosi nel solco dei moniti arrivati dall’Antitrust e dall’Europa,  “stanno avendo un impatto positivo sulla buona politica, sensibile a questi temi”. 

Ad affermarlo, in un comunicato stampa diramato ieri, è il presidente della Federazione nazionale parafarmacie italiane Matteo Branca, tornato a intervenire nel dibattito sulle possibili soluzioni al nodo rappresentato dalla compresenza, nel sistema farmaceutico italiano, di esercizi di vicinato dove farmacisti iscritti all’albo professionale possono vendere farmaci Sop e Otc. Una situazione nata nel 2006, con il provvedimento dell’allora minstro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani, e subito ritenuta una vera e propria “anomalia italiana” anche da larghi strati della politica, con l’avvio pressochè immediato di discussioni e polemiche che, in dodici anni, non sono però riuscite ad approdare a molto.

Con l’arrivo al governo dell’alleanza M5S-Lega (certamente imprevista e imprevedibile), che ha radicalmente modificato lo scenario e gli equilibri politici nazionali, la situazione di stallo potrebbe però sbloccarsi, almeno secondo quanto lascia intendere il presidente di Fnpi. “Si sta valutando sempre più seriamente e concretamente la fattibilità politica delle nostre proposte di categoria, più autorevoli da quando condivise e convergenti” afferma infatti Branca nel suo comunicato“senza le derive restauratrici di chi si presta ad avallare ipotesi masochistiche né intromissioni nel dialogo politico di chi è pregiudizialmente ostile alle nostre realtà”.

Branca fornisce gli esempi di quelle che a suo giudizio sono “soluzioni solo punitive, autoreferenziali e protezionistiche ai problemi che affliggono non solo la categoria ma la società nel suo complesso”. L’elenco è piuttosto nutrito: Numero chiuso in facoltà per risolvere la disoccupazione, elemosina per contrastare l’indigenza sanitaria, espedienti legislativi di varia natura e di corto respiro per rimediare a provvedimenti frettolosi, arroccamenti tanto irragionevoli quanto anacronistici, blocco dei concorsi, blocco di nuove aperture, fino a parlare di ‘sterilizzazione’ delle parafarmacie per nascondere di nuovo sotto il tappeto tutti gli enormi margini di miglioramento del settore che proprio le parafarmacie hanno portato alla luce“.

Per Fnpi, “la luce in fondo al tunnel si vede invece sulla strada della concorrenza etica, di un sistema duale di distribuzione del farmaco, in cui i pungoli al reciproco miglioramento si alimentano, si tutelano e si sorvegliano a vicenda”.  Una strada, precisa Branca, che tutelerebbe “servizio e capillarità”,  con alcuni accorgimenti volti a garantire “rispetto dei ruoli, della nostra dignità professionale e delle farmacie convenzionate, tutela delle rurali e aumenti occupazionali significativi su più fronti”.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi