Medici promossi, si fidano di loro nove italiani su dieci

Medici promossi, si fidano di loro nove italiani su dieci

Roma, 16 novembre – Quasi 9 italiani su 10 si fidano del proprio medico di medicina generale, degli infermieri, mentre è molto più ridotta, sebbene ancora maggioritaria (68,8%), la quota di chi esprime fiducia nel Servizio sanitario nazionale.
È quanto emerge dalla ricerca Censis Il medico pilastro del buon Servizio sanitario, realizzata su un campione di 1000 cittadini, presentata ieri a Roma nell’ambito dell’evento La conquista di un diritto, un impegno per il futuro promosso dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici per celebrare i 40 anni del Servizio sanitario nazionale.

L’87,1% degli italiani dichiara di fidarsi del medico di medicina generale (la quota raggiunge il 90% tra gli over 65), l’84,7% si fida dell’infermiere. Lo stesso vale per gli odontoiatri. L’85,3% degli italiani ha un dentista di riferimento. Ed è proprio la fiducia l’elemento cardine che guida le scelte (per il 63,1% del campione), prima ancora delle tariffe delle prestazioni (26,3%), la qualità dei materiali e delle tecnologie utilizzate (21%), la comodità nel raggiungere lo studio (17,1%).
L’alleanza terapeutica è un altro tema che sta a cuore agli italiani: secondo il 58% medico e paziente devono collaborare nel prendere le decisioni sulle cure migliori. La percentuale è molto più elevata tra gli anziani (82,8%). Il 22,4% propende invece per un’asimmetria a favore del paziente, che decide da sé dopo aver ascoltato il medico. Mentre il 19,6% è favorevole a una supremazia del medico, senza che il paziente abbia voce in capitolo.

“Lo studio dimostra, ancora una volta, che gli italiani si fidano del medico, e che questa fiducia è massima negli over 65, tra i quali supera il 90%” commenta il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli (nella foto). “Una fiducia che si basa sul riconoscimento delle capacità del medico di individuare le cure migliori in autonomia, anche al di là del sistema di regole e vincoli imposti, per ragioni economiche, dallo Stato”.

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