Fatturazione elettronica, i rilievi del Garante rafforzano l’ipotesi di rinvio

Fatturazione elettronica, i rilievi del Garante rafforzano l’ipotesi di rinvio

Roma, 20 novembre – I  forti rilievi rivolti dal Garante della privacy alle molte criticità che inficiano l’obbligo di fatturazione elettronica (esteso a partire dal 1 gennaio 2019 anche ai rapporti tra fornitori e tra fornitori e consumatori) hanno inevitabilmente rilanciato l’ipotesi del rinvio dell’entata in vigore del provvedimento, che era già stata avanzata da due emendamenti al decreto legge fiscale 119/2018 all’esame della Commissione Finanze del Senato.

Il primo emendamento, a firma dei senatori di  Forza Italia Maurizio Gasparri (nella foto) e Gilberto Picchetto Fratin prevede in maniera secca la proroga di una anno della fattura elettronica, facendola slittare al 1° gennaio al 2020. L’obiettivo dichiarato del rinvio è quello di dare agli operatori più tempo per adeguarsi alle nuove regole.

L’altro emendamento, presentato dal commercialista e senatore di Fratelli d’Italia Andrea De Bertoldi, propone anch’esso la proroga della fattura elettronica ma in un contesto diverso, ovvero con l’avvio di un regime premiale per chi, nonostante il rinvio della decorrenza dell’obbligo, aderirà alla fatturazione elettronica a partire dal 1° gennaio 2019.

Prima ancora delle due proposte emendative di Gasparri e dello stesso interventodel Garante, un gruppo di deputati, tutti appartenenti al gruppo di Forza Italia, tra i quali il presidente della Fofi Andrea Mandelli, aveva depositato un’interrogazione a risposta immediata presso la Commissione Finanze della Camera, a dimostrazione che i limiti del provvedimento erano già al centro di molte preoccupazioni. La richiesta,  indirizzata al ministero dell’Economia e delle Finanze, si concentra sui potenziali rischi legati alla tutela della privacy nell’ambito dell’introduzione della fatturazione elettronica. I parlamentari, dopo aver ricordato che dal 1° gennaio 2019 entrerà in vigore l’obbligo del nuovo sistema di fatturazione per tutti i titolari di partita Iva e che la fattura elettronica dovrà essere strutturata in formato XML e verrà trasmessa e ricevuta solo in formato elettronico mediante il Sistema di Interscambio (Sdi), sottoscrivono alcune preoccupazioni sollevate dall’Associazione nazionale commercialisti ad Assosoftware, Autorità Garante per la concorrenza e il mercato e Autorità Garante per la protezione dei dati personali, segnalando in particolare il rischio di violazione della privacy.

I dati contenuti nelle fatture trasmesse all’Agenzia delle entrate, che riportano anche informazioni di carattere personale o relative a transazioni commerciali” si legge nell’interrogazione “potrebbero essere oggetto di interesse da parte di terzi, volti a conoscere le scelte degli operatori economici e a profilarne le caratteristiche. Ciò anche in considerazione del possibile coinvolgimento, nella predisposizione del software di compilazione delle fatture medesime, di alcuni soggetti fornitori di sistemi contabili e gestionali in uso presso gli studi professionali. Analoghe preoccupazioni erano già state evidenziate, alcuni mesi fa, dalla Claai (Confederazione Libere Associazioni Artigiane Italiane), sottolineando il rischio di possibili problemi di violazione di segreti industriali e commerciali nonché di violazioni della privacy dei consumatore”.

Per questo i deputati chiedevano al ministero di indicare “quali iniziative di competenza, di carattere tecnico o normativo, intenda assumere il governo al fine di evitare che i dati e le informazioni sensibili contenuti nelle fatture elettroniche trasmesse all’Agenzia delle entrate possano essere oggetto di cessione integrale o parziale a soggetti terzi”.

Argomentazioni e sollecitazioni del tutto in linea con i rilievi dello stesso Garante della privacy. Resta ora da vedere se queste iniziative – a partire ovviamente dall’intervento del Garante – sortiranno qualche effetto, e quale. Gioverà ricordare che l’ipotesi di una proroga dell’entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica, già avanzata nei mesi scorsi da altre interrogazioni parlamentari,  è stata sempre respinta, con diverse motivazioni, prima tra le quali quella relativa agli impatti negativi che  produrrebbe sul gettito in termini di minori entrate derivanti dalla lotta all’evasione.

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