Da Gimbe, linee guida per la malattia di Lyme: “conoscerla per riconoscerla”

Da Gimbe, linee guida per la malattia di Lyme: “conoscerla per riconoscerla”

Roma, 23 novembre – La malattia di Lyme,  causata da un gruppo specifico di batteri trasmessi all’uomo tramite puntura di una zecca infetta, è sicuramente poco frequente:  le stime italiane recentemente elaborate dal Gruppo Italiano di Studio sulla Malattia di Lyme parlano di circa 500 nuovi casi ogni anno. È anche vero, però, che l’incidenza della patologia – che determina vari problemi clinici: dal tipico rash cutaneo (eritema migrante) al coinvolgimento sistemico con il rischio di artriti, problemi neurologici e cardiologici – è con ogni probabilità sottostimata, perchè, come spiega il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta la maggior parte delle stime si basa sui casi confermati in laboratorio, senza considerare quelli diagnosticati clinicamente e quelli non diagnosticati: in particolare quelli in cui la malattia si presenta solo con sintomi aspecifici come febbre, sudorazione, malessere generale, astenia, cefalea, difficoltà di concentrazione”.

Proprio partendo da questa considerazione e con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza di medici, professionisti sanitari e pazienti sulla malattia di Lyme, la stessa Fondazione Gimbe ha realizzato la sintesi (in italiano) delle linee guida del National Institute for Health and Care Excellence (NICE), aggiornate nell’ottobre 2018, che saranno inserite nella sezione “Buone Pratiche” del nuovo Sistema Nazionale Linee Guida gestito dall’Istituto Superiore di Sanità.

Le linee guida NICE forniscono raccomandazioni relative alla diagnosi e alla terapia della patologia: dai dati epidemiologici e clinici alla base di un adeguato sospetto clinico alle corrette modalità per la rimozione delle zecche; da un algoritmo per l’utilizzo dei test di laboratorio alla terapia antibiotica a cui la linea guida dedica particolare attenzione. Vengono infatti riportati in maniera molto dettagliata i numerosi schemi di trattamento per adulti e bambini, tenendo conto della assenza/presenza di disturbi focali: dal coinvolgimento dei nervi cranici o del sistema nervoso periferico a quello del sistema nervoso centrale, dall’interessamento articolare a quello cardiaco.

“Le numerose incertezze conseguenti alle limitate evidenze scientifiche”  spiega Cartabellotta “determinano spesso paura e frustrazione nelle persone con diagnosi o sospetto di malattia di Lyme. Per questa ragione le linee guida NICE raccomandano di fornire supporto, informazioni da fonti attendibili e una chiara comunicazione sulla diagnosi e sul trattamento, incluse le incertezze relative all’accuratezza dei test diagnostici e all’eventuale persistenza dei sintomi dopo la terapia antibiotica”.

In particolare, se il sospetto clinico è elevato non bisogna escludere la probabilità di malattia di Lyme sulla base di un’anamnesi negativa per esposizione a punture di zecca, peraltro non sempre visibili, o se i test di laboratorio sono negativi. Inoltre, se i sintomi persistono dopo due cicli completi di antibiotico, non bisogna prescrivere di routine ulteriori cicli.

«Nonostante si tratti di una patologia poco frequente” conclude Cartabellotta  “è fondamentale ‘conoscerla per riconoscerla’, visto che, anche in assenza di conferme di laboratorio,  un adeguato sospetto clinico, la rimozione della zecca e l’inizio tempestivo della terapia antibiotica possono prevenire danni rilevanti a livello neurologico, cardiaco e articolare”.

È opportuno ricordare che la probabilità di essere morsi da zecche infette e contrarre la malattia di Lyme aumenta nelle aree erbose e boschive, ma anche nei parchi e nelle aree verdi urbane. In Italia i dati ufficiali sulla diffusione della malattia di Lyme sono limitati e non recenti: nel 2000 una circolare del Ministero della Salute riporta circa un migliaio di casi nel periodo 1992-1998. Le Regioni con il maggior numero di segnalazioni sono Friuli Venezia Giulia, Liguria, Veneto, Emilia Romagna e la Provincia autonoma di Trento, mentre nelle Regioni centro-meridionali e insulari i casi segnalati sono rari.

Le “Linee guida per la diagnosi e il trattamento della malattia di Lyme” sono disponibili a questo link: www.evidence.it/Lyme.

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