Venturi (Emilia Romagna): “Su Avastin sentenza storica, confermate le nostre tesi”

Venturi (Emilia Romagna): “Su Avastin sentenza storica, confermate le nostre tesi”

Roma, 22 novembre – “Sentenza storica, destinata a cambiare radicalmente le logiche esclusivamente commerciali legate a un farmaco che, prima di essere un prodotto dell’industria, è un bene essenziale per la salute”.

Così Sergio Venturi (nella foto), assessore alla Sanità della Regione Emilia Romagna, commenta soddisfatto la sentenza pronunciata ieri dalla Corte di giustizia europea in merito alla vicenda Avastin-Lucentis, i due farmaci (della Roche il primo, di Novartis il secondo) ormai da anni al centro di una spinosa questione giudiziaria che, con ogni probabilità, ieri ha conosciuto il suo epilogo definitivo e che prese le mosse proprio nella regione emiliana.

“Fin dal 2009 la Regione, prima in Italia, ha combattuto in tutte le sedi per erogare nelle strutture pubbliche Avastin nella cura della maculopatia retinica, in ragione della sua efficacia e del costo di quaranta volte inferiore a quello di altri farmaci in commercio” ricorda Venturi. “In questo periodo la Regione ha assicurato ai pazienti cure efficaci e sicure risparmiando circa 4,2 milioni l’anno. Due obiettivi ci hanno sempre guidato: la tutela della salute dei cittadini e l’uso efficiente delle risorse pubbliche. E questa sentenza accoglie in pieno la nostra tesi”.

Per Venturi, la decisione dei giudici europei conferma che la battaglia iniziata nove anni fa dall’Emilia Romagna era giusta e doverosa, condotta in nome della salute dei cittadini e dell’uso corretto e oculato delle risorse pubbliche. “Per primi in Italia ci siamo battuti per arrivare a questo risultato, non possiamo che essere soddisfatti e orgogliosi della nostra scelta del 2009, di cui ora potranno beneficiare anche le altre Regioni” spiega Venturi, in un comunicato stampa che ripercorre il ruolo recitato dalla sua Regione nella vicenda.

L’Emilia Romagna fu infatti la prima Regione a decidere, nel 2009,  di erogare nelle strutture sanitarie pubbliche l’Avastin, farmaco efficace nella cura della maculopatia retinica, anche dopo l’immissione in commercio di Lucentis, medicinale sempre impiegato per la cura della maculopatia retinica ma dal costo molto maggiore. Per un unico, fondamentale motivo: perché consentiva e consente, a parità di condizioni di efficacia e sicurezza, una significativa riduzione della spesa farmaceutica a carico del servizio pubblico, tutelando al tempo stesso la libertà di scelta terapeutica da parte dei professionisti. Le disposizioni attuate dall’Emilia Romagna, in effetti, hanno consentito dal 2009 ad oggi un risparmio per il Servizio sanitario regionale di circa 4,2 milioni l’anno.

“La sentenza della Corte di giustizia europea accoglie in pieno la nostra tesi” conclude  Venturi. “Come abbiamo sempre sostenuto, l’utilizzo di Avastin off label, cioè per un uso diverso da quanto previsto dalle indicazioni di registrazione, nel trattamento della maculopatia degenerativa nelle strutture sanitarie della regione è pienamente legittimo”.

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