Congresso Sifo 2 – Sanità, il futuro è digitale, servono formazione e investimenti

Congresso Sifo 2 – Sanità, il futuro è digitale, servono formazione e investimenti

Roma, 3 dicembre – Cruscotti aziendali per la registrazione e il monitoraggio dei dati, app personalizzate in grado di aiutare i pazienti a ricordarsi di prendere la terapia e dispositivi medici all’avanguardia ‘etichettati’ con tecnologia Rfid in sala operatoria per essere sempre tracciabili. La digital health è indubbiamente il futuro, ma quanto è realizzabile nell’Italia di oggi, compatibilmente con il pressante problema delle risorse finanziarie?

Alla domanda ha provato a dare una risposta il 39° congresso nazionale della Sifo, che si è concluso ieri a Napoli, nella sessione plenaria (molto partecipata, a testimonianza del grande interesse dell’argomento) dedicata appunto al tema Digital Health: evoluzione delle attività farmaceutiche tra rischi e opportunità.

“L’innovazione digitale conta tantissimo nella nostra professione. Il punto è che noi abbiamo a disposizione una marea di dati inutilizzati e non riusciamo a trasformarli in informazioni” ha affermato Alessandro D’Arpino, consigliere nazionale Sifo e tutor della sessione. “Tutte le informazioni che arrivano dalle app, dalle tecnologie Rfid, dai database che gestiamo normalmente come quelli di magazzino, rappresentano informazioni che devono essere restituite ai medici: sono fondamentali perchè servono per prendere decisioni per i singoli pazienti e quindi si traducono in qualità dei trattamenti”.

Nella sessione, riferisce l’agenzia Dire,  sono state prese in rassegna tutte le novità in tema di app, in particolare quelle che aiutano il paziente a migliorare l’aderenza alla terapia consentendogli di tenere un ‘diario’ delle assunzioni di farmaci. “Le app sono il tassello mancante per avere la certezza che i pazienti i farmaci li prendano veramente” ha spiegato ancora D’Arpino  “altrimenti siamo fermi alla prescrizione del medico e alla dispensazione del farmaco, poi cosa succede a casa non lo sappiamo. Dobbiamo fare in modo di essere certi che la terapia prescritta e dispensata diventi anche una vera e propria somministrazione, nei tempi giusti, e questo possiamo farlo grazie alle app. La priorità è sempre la stessa, che tutte queste dati confluiscano all’interno dei nostri sistemi per restituirci informazioni”.

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