Congresso Sifo 3 – Antibioticoresistenza, i farmacisti ospedalieri sostengono l’approccio One Health

Congresso Sifo 3 – Antibioticoresistenza, i farmacisti ospedalieri sostengono l’approccio One Health

Roma, 3 dicembre – L’antibiotico resistenza, una delle emergenze di sanità pubblica di maggiore rilevanza sia per l’impatto economico sia per l’impatto sui processi di cura, è un fenomeno che nel nostro Paese  ha caratteristiche e dimensioni particolarmente preoccupanti. L’Italia, infatti,   terza in Europa per consumo di antibiotici,  è uno dei Paesi dove il fenomeno raggiunge i livelli più alti, con conseguenze inevitabilmente drammatiche:  le infezioni da germi multiresistenti sono infatti causa di circa 7mila morti all’anno, il doppio delle vittime degli incidenti stradali.

Inevitabile (anche alla luce del fatto che proprio gli ospedali sono uno dei principali terreni della progazione delle infezioni batteriche) che il 39° congresso della Sifo, che si è concluso ieri a Napoli, dedicasse ampio spazio al tema, in un worksop coordinato da Maria Galdo, responsabile Sifo per l’area della terapia del dolore.

La Sifo, già da anni è impegnata nel promuovere lo strumento dell’Antimicrobial Stewardship, come momento di confronto multidisciplinare ed impegno finalizzato a sostenere l’uso responsabile e appropriato degli antibiotici” ha detto Galdo. “Dedicando un’intera sessione a questa problematica abbiamo voluto investire sia sul fronte della formazione degli iscritti che sulla informazione di cui il farmacista ospedaliero e territoriale deve farsi portavoce”.

Stime attendibili indicano che le infezioni contratte in pazienti ricoverati in ospedale sono tra le 500mila e le 700mila. Le più frequenti riguardano vie urinarie, polmoniti, infezioni della ferita chirurgica, sepsi. Come indicato dai dati del Rapporto Pit Salute 2017, i casi di scarso rispetto degli standard di sicurezza riguardano ad esempio il cattivo uso di guanti e di camici, l’inadeguato lavaggio delle mani, la mancata sterilizzazione degli strumenti.

In questo scenario, quale può essere il ruolo attuale del farmacista ospedaliero nel complesso sistema del monitoraggio dell’uso degli antibiotici? “È importante che ogni farmacista ospedaliero, per il suo background culturale, per il ruolo che riveste nei contesti decisionali e per competenze professionali precipue, colga l’opportunità di intervenire attivamente nell’Antimicrobial Stewardship” ha risposto Galdo.“Partendo dall’analisi delle prescrizioni sia ospedaliere sia territoriali, che costituiscono database ricchi di potenzialità, possiamo costruire indicatori di appropriatezza d’uso degli antibiotici e creare una rete di monitoraggio continuo e interconnesso con gli attuali sistemi di sorveglianza microbiologica”.

Il workshop della Sifo, riferisce un lancio Dire, ha dedicato ampio spazio al Piano nazionale di contrasto dell’antibiotico resistenza (Pncar) 2017-2020 e all’approccio integrato One Health (che vede lavorare insieme medicina umana, veterinaria, agricoltura) proposto dal ministero, seguendo le indicazioni della Commissione europea che già nel giugno 2017 aveva lanciato lo European One Health Action Plan against Antimicrobial Resistance (Amr) in cui proprio questo nuovo tipo di approccio guida le azioni in maniera peculiare.

A illustrarne i riflessi per il nostro Paese è stata la stessa Galdo: “Dall’analisi degli attuali dati, il ministero della Salute, con l’innovativo approccio ‘One health’, ha individuato sei ambiti di intervento per contrastare il trend in aumento della resistenza batterica, che sono: sorveglianza; prevenzione e controllo delle infezioni; uso corretto degli antibiotici – compresa Antimicrobial-Stewardship; formazione; comunicazione e informazione; ricerca e innovazione” ha  spiegato la dirigente Sifo. “Con un cronoprogramma puntualmente calato nella pratica quotidiana e molto serrato, l’approccio costituisce una chiara linea da seguire per tutte le Regioni, e noi invitiamo anche tutti i professionisti coinvolti a seguirla fedelmente”.

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