Cannabis terapeutica, per la Ue ancora troppo scarse le evidenze di efficacia

Cannabis terapeutica, per la Ue ancora troppo scarse le evidenze di efficacia

Roma, 5 dicembre – Le evidenze scientifiche sull’uso della cannabis medica? Sono deboli o, nel migliore dei casi, moderate. Questa la conclusione cui perviene il primo rapporto sul tema pubblicato dall’European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction, l’agenzia europea che si occupa di droghe, che ha passato in rassegna anche le differenti legislazioni degli stati membri sulla materia,

La prima parte del rapporto si occupa delle evidenze scientifiche disponibili sulla cannabis a uso terapeutico, passando in rassegna i vari impieghi. Nel caso del contrasto della nausea provocata dalla chemioterapia, ad esempio, le prove che la cannabis sia utile sono considerate “deboli”, e lo stesso giudizio viene dato per la stimolazione dell’appetito nelle persone con Aids. Addirittura insufficienti sono secondo gli esperti le evidenze di benefici nel campo delle cure palliative per i tumori e per diversi altri utilizzi, dalla depressione all’infiammazione dell’intestino.

Gli unici campi di applicazione in cui le evidenze scientifiche sono invece “moderate” (e dunque un po’ più consistenti)’ sono il trattamento degli spasmi muscolari delle persone con sclerosi multipla, il dolore cronico non associato a tumori e l’epilessia infantile non trattabile. “Questo mette l’accento sul bisogno di più ricerca e studi clinici – concludono gli esperti – compresi test più ampi e meglio progettati, ricerche sui dosaggi ed eventuali interazioni e studi sugli effetti a lungo termine”.

Mentre dalla Ue arriva dunque un invito ad approfondire la materia, la Regione Lazio ha approvato un decreto del Commissario ad acta che  aggiorna e integra le modalità di erogazione dei farmaci a base di cannabis, per finalità terapeutiche a carico del Servizio sanitario regionale.

Lo rende noto l’assessorato alla sanità e integrazione sociosanitaria della Regione, precisando che in questo modo “vengono pertanto autorizzate alla prescrizione e l’erogazione, da parte di tutte le strutture pubbliche ed accreditate in distribuzione diretta da parte delle farmacie dei centri prescrittori, dei medicinali a base di cannabis per i seguenti trattamenti: per qualsiasi tipologia di dolore resistente ad altri trattamenti farmacologici; per tutte le condizioni patologiche che determinano spasticità, resistenti ad altri trattamenti farmacologici; per le malattie rare certificate dai centri di riferimento regionali, qualora non vi siano alternative terapeutiche”.

L’aggiornamento — chiarisce una  nota dell’assessorato — “si è reso necessario per prendere atto di quanto previsto dal Decreto Legge n°148 del 16 ottobre 2017 e dal Decreto ministeriale del 25 giugno 2018, per ottemperare al quale inoltre è stato necessario rendere obbligatoria la compilazione della scheda informatizzata per la raccolta dei dati dei pazienti trattati, predisposta e resa disponibile sulla piattaforma web dell’Istituto Superiore di Sanità”.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi