Concorso, da Tar Catanzaro ancora una sentenza sull’attribuzione del punteggio

Concorso, da Tar Catanzaro ancora una sentenza sull’attribuzione del punteggio

 

Roma, 5 dicembre – Ennesima sentenza della giustizia amministrativa sul corretto calcolo del punteggio per il concorso straordinario a sedi farmaceutiche che, dopo sei anni dalla fatidica legge n.27/2012 che lo istituì, ancora genera un florido contenzioso un po’ in tutto il Paese. A pronunciarsi, in questo caso, è il Tar Ccatanzaro, che con la sentenza  n. 1965/2018  pubblicata lo scorso 15 novembre ha rigettato un ricorso presentato da tre farmaciste associate per l’annullamento della graduatoria del concorso calabrese.

Le ricorrenti lamentavano la mancata assegnazione di punti a loro giudizio dovuti per pubblicazioni, per il conseguimento dell’idoneità nazionale a dirigente farmacista e  per una seconda laurea in Ctf, nonchè per il mancato riconoscimento della maggiorazione del 40% (vexata quaestio...)  dovuta per la ruralità, anche eccedendo il limite massimo dei 35 punti fissato dalle norme (Dpcm n. 298/1994) per l’esperienza professionale.

I giudici calabresi hanno rigettato tutti i motivi di doglianza. In ordine all’ultimo, hanno evidenziato che sull’applicabilità della maggiorazione del 40% del punteggio prevista per i farmacisti “che abbiano esercitato in farmacie rurali per almeno cinque anni”,  vale quanto stabilito dall’art. 16 della legge n. 3/2018 (ddl Lorenzin), per il quale il punteggio massimo “è da intendersi comprensivo dell’eventuale maggiorazione prevista dall’articolo 9 della legge 8 marzo 1968, n. 221″. Avendo le tre ricorrenti associate già ottenuto 35 punti per l’esperienza professionale, esse non possono dunque “ambire ad ulteriore maggiorazione”.

Respinto anche il rilievo relativo alle pubblicazioni, per le quali sempre il Dcpm n. 298/1994 stabilisce che – nelle procedure ordinarie che lo prevedono – le stesse devono essere inerenti alle materie di esame, mentre quelle presentate da una delle ricorrenti concorrenti in associazione e per le quali veniva rivendicato il riconoscimento non lo erano.

Da ultimo, i giudici di Catanzaro respingono anche la richiesta di riconoscimento di un punteggio aggiuntivo per la seconda laurea: il requisito, infatti, sempre ai sensi del Dcpm n. 298/1994 e di quanto previsto dal bando concorsuale, deve intendersi riferito “al singolo farmacista che a seguito della prima laurea ne abbia conseguita una ulteriore”. Porta in faccia, dunque, alla tesi sostenuta dalle ricorrenti, secondo le quali il requisito della seconda laurea, ai fini della attribuibilità del punteggio, era soddisfatto dal fatto che all’interno dell’associazione vi fosse un’associata laureata in Ctf,  laurea “altra” rispetto a quella in Farmacia delle altre due associate.

Pollice verso anche  rispetto al mancato riconoscimento di punteggio per  l’idoneità nazionale a farmacista dirigente: i giudici calabresi hanno chiarito che la Commissione concorsuale ha escluso il punteggio non essendo l’idoneità prodotta dalle concorrenti quella disciplinata dall’art. 20 Dpr n. 761/1979.

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