Gimbe: “Manovra, più risorse per sanità, ma per il personale è sempre buio pesto”

Gimbe: “Manovra, più risorse per sanità, ma per il personale è sempre buio pesto”

Roma, 10 dicembre – La scelta della Commissione Bilancio di ascoltare esclusivamente soggetti istituzionali nella messa a punto della manvora di bilancio ha ovviamente molto limitato le possibilità di altri stakeholders di rappresentare le proprie osservazioni e suggerimenti in materia. C’è però chi, tra questi, non ha comunque rinunciato a portare all’attenzione dell’opinione pubblica e della politica le sue analisi e proposte per contribuire al dibattito parlamentare conclusivo.

È  il caso della Fondazione Gimbe, che con il suo presidente Nino Cartabellotta (nella foto) ha diramato oggi un comunicato stampa che, come nelle tradizioni della fondazione, “fa le pulci” ai contenuti della manovra preoccupandosi – in primo luogo – di metterne a fuoco quelli che sono i contenuti aggiornati, al netto delle quantità industriali di dichiarazioni informali rilasciate tramite social, stampa e TV  che  – scrive Gimbe – “riportano dati parziali e incompleti” e sono “spesso utilizzati per strumentalizzazioni politiche”.

Aalla scopo di fare chiarezza sul punto, la Fondazione Gimbe ha elaborato una tavola sinottica, un prospetto riassuntivo che riassume le misure della legge di bilancio sula settore sanitario, che ripoduciamo qui di seguito.

LEGGE DI BILANCIO 2019
Principali misure per il finanziamento della sanità al 7-12-2018
MILIONI DI EURO
2019 2020 2021
Aumento del fabbisogno sanitario nazionale standard 1.0001 2.0002 1.5002
Riduzione tempi di attesa delle prestazioni sanitarie 150 100 100
Borse di studio corso di formazione Medicina Generale 10 10 10
Borse di studio scuole di specializzazione3 22,5 45 68,4
Programmi di edilizia sanitaria e ammodernamento tecnologico 4.0004
1Già assegnato dalla Legislatura precedente

2Subordinati alla stipula, entro il 31 marzo 2019, di un’intesa Stato-Regioni per il Patto per la Salute 2019-2021 che preveda “misure di programmazione e di miglioramento della qualità delle cure e dei servizi erogati e di efficientamento dei costi”.

3 Oltre a € 91,8 milioni per il 2022 e € 100 milioni l’anno dal 2023.

4Ripartiti nel periodo 2021-2032.

 

Cartabellotta passa quindi a illustrare i principali passi in avanti compiuti dalla manovra 2019 rispetto al finanziamento pubblico della sanità.

  • Sottoscrizione Patto per la Salute 2019-2021: la scadenza è stata posticipata di due mesi, ovvero al 31 marzo 2019, come tra gli altri aveva richiesto anchela Fondazione Gimbe
  • Fondi per la riduzione dei tempi di attesa: i 150 milioni di euro previsti per gli anni 2019-2021 diventano 350: 150 per il 2019 e 100/anno dal 2020. “È bene ribadire – spiega al riguardo  Cartabellotta – che si tratta di risorse vincolate a ‘implementazione e ammodernamento delle infrastrutture tecnologiche legate ai sistemi di prenotazione elettronica’, nel rispetto delle indicazioni previste dal nuovo Piano nazionale per il governo delle liste di attesa. In altri termini, le Regioni non potranno utilizzarle per assunzione di personale  e/o acquisizione di prestazioni sanitarie da soggetti privati“. Possibile che per il 2020 le liste d’attesa possano beneficiare di altri € 50 milioni assegnati dal Decreto fiscale.
  • Programmi di edilizia sanitaria e ammodernamento tecnologico: il fondo aumenta complessivamente di € 4 miliardi, “una cifra indubbiamente rilevante – commenta Cartabellotta – ma troppo ‘diluita’ nel tempo, visto che saranno nella disponibilità delle Regioni solo € 100 milioni/anno per il 2021 e 2022, € 400 milioni/anno dal 2023 al 2031 e € 200 milioni nel 2032″.
  • Farmaci innovativi: confermati i due fondi (€ 500 milioni ciascuno) per farmaci innovativi e innovativi oncologici, che saranno trasferiti nello stato di previsione del MEF nell’ambito del finanziamento del Fsn cui concorre lo Stato.

Secondo la Fondazione Gimbe, però, a fronte di conferme e passi avanti rimangono purtroppo ancora disattese inderogabili necessità per la tenuta del Servizio sanitario mazionale, in particolare quelle che riguardano il personale:

  • rinnovi contrattuali: secondo Gimbe, gli spiragli intravisti dopo lo sciopero dei medici non si sono al momento concretizzati in risorse dedicate. Infatti, per la dirigenza, a partire dal triennio 2019-2021 il trattamento economico aggiuntivo (indennità di esclusività) concorrerà alla determinazione del monte salari, ma rimarrà nel Fsn indistinto; inoltre, nessun riferimento alla retribuzione individuale di anzianità.
  • Sblocco turnover: respinti gli emendamenti che proponevano di modificare il tetto di spesa per il personale, fissato all’ammontare del 2004 diminuito dell’1,3%: la ministra Grillo, sottolinea il comunicato Gimbe,  sta facendo pressing con il vice-ministro dell’Economia Massimo Garavaglia per intervenire al Senato su quello che lei stessa ha etichettato come un “anacronistico parametro non più tollerabile”.
  • Nuovi Lea: nessuna proposta per sbloccare i nomenclatori tariffari “ostaggio” del MEF per mancata copertura finanziaria, che impediscono di fatto l’esigibilità dei nuovi Lea.
  • Superticket: non ha visto la luce l’emendamento per rifinanziare il fondo per ridurre il superticket.

Oltre all’auspicio che al Senato alcune di queste misure possano trovare spazio nella Manovra, la Fondazione GIMBE suggerisce due ulteriori spunti per il dibattito parlamentare: il primo è quello di distribuire equamente nel quinquennio 2019-2023 i € 327,7 milioni stanziati per le borse di studio delle scuole di specializzazione, assicurando nel 2023 ben 2.600 (invece che 900) nuovi specialisti che, peraltro, già all’ultimo anno di corso potranno essere ammessi ai concorsi per l’accesso alla dirigenza. Il secondo suggerimento è quello di spostare sulle Regioni i costi organizzativi del corso di formazione specifica in Medicina generale, aumentando così il numero di borse da circa 250 a 290 l’anno.

“Indubbiamente da questo primo giro di consultazioni parlamentari la Manovra esce con un ‘paniere sanità’ più ricco, ma al momento il personale sanitario, vero pilastro del Ssn in questi anni difficili, rimane a bocca asciutta” conclude Cartabellotta. “Più in generale, è necessaria una dose di sano realismo, facendo tesoro di quanto ha insegnato la storia recente: le risorse certe sono solo quelle stanziate per il 2019, perché l’aumento del Fsn e gli altri interventi previsti per gli anni successivi sono inevitabilmente legati ad ardite previsioni di crescita economica e oggi non rappresentano “liquidità” in cui confidare ciecamente“.

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