Fnpi: “Farmacie, il vero nemico è l’oligopolio distruttivo, non le parafarmacie”

Fnpi: “Farmacie, il vero nemico è l’oligopolio distruttivo, non le parafarmacie”

Roma, 12 dicembre – Le dichiarazioni della ministra della salute Giulia Grillo favorevoli a riservare il 51%  delle quote delle società di capitale proprietarie di farmacia a farmacisti iscritti all’albo merita il massimo apprezzamento, che però, nel caso di specie, non può che essere espresso “con un sorriso amaro”.

Così Matteo Branca, presidente della Federazione nazionale delle parafarmacie italiana, schiera anche la sua sigla, senza alcuna esitazione, nel novero di quanti hanno salutato con favore la sortita della titolare del dicastero, non senza però qualche distinguo relativo ai diversi comportamenti mantenuti dal mondo della farmacia nei confronti della legge sulla concorrenza e dell’avanzata del capitale all’interno della filiera del farmaco. “Oligopoli, indipendenza professionale, logiche di mercato, logiche di servizio: ora tali rivendicazioni di fierezza professionale, finora inascoltate o accolte con timidezza disarmante, sono patrimonio di tutti gli attori professionali di questa vicenda” scrive in un comunicato Branca, lasciando intendere che nel recente passato non è sempre stato così, anzi. “In questi anni era molto più importante avversare con violenza, come se si trattasse di una piaga biblica, la possibilità di condividere con i farmacisti delle parafarmacie italiane quel 10-15% di mercato del farmaco rappresentato dai farmaci di fascia C quelli da ricetta non mutuati” afferma infatti il presidente di Fnpi, aggiungendo che “siamo stati lasciati soli a difendere il farmacista e anche la farmacia, mentre chi avrebbe dovuto farlo ci insultava col suo silenzio complice di fronte ad ogni aggressione politica rivolta ai nostri esercizi”.

Ora tocca alla politica, “alla buona politica” scrive ancora Branca “riavvicinare le posizioni dei farmacisti italiani, da qualunque barricata provengano, per riunirli sotto il vessillo dell’autonomia professionale, e anche adesso la cosa più importante per i vari attori della distribuzione del farmaco non è agevolare questo processo di coagulazione, ma pare sia indurre la politica ad escludere le parafarmacie da qualunque iniziativa, da qualunque opportunità, nonostante i pareri dell’Antitrust, nonostante il buon senso, nonostante ogni dimostrazione di utilità sociale, sanitaria, occupazionale, professionale, che le parafarmacie hanno dato in questi anni”.

Il presidente di Fnpi insiste sul punto, con un interrogativo: “Davvero dopo tutte queste dimostrazioni di avere avuto per anni le paure sbagliate, c’è chi continua a indirizzare energie e potenza di fuoco verso colleghi e amici invece che verso le vere minacce alla nostra autonomia professionale, quantomeno da regolamentare maggiormente?”

“La Fnpi” continua Branca “ha sempre detto chiaramente che l’ingresso dei capitali nel settore del farmaco non fosse necessariamente una cosa negativa, che poteva rappresentare un’opportunità, ma solo se razionalmente gestita, regolamentata e imbrigliata, pena il rischio di andare verso un oligopolio distruttivo di tutte le nostre piccole realtà professionali e imprenditoriali. Per aver detto questo siamo stati etichettati come amici della Gdo, come collaborazionisti del capitale, inascoltati e combattuti proprio da chi volevamo difendere” conclude il presidente di Fnpi “mentre oggi c’è chi fa a gara ad apprezzare le parole del ministro e a stracciarsi le vesti per quanto accaduto, a chiedersi come siamo arrivati a questo punto. Gioverebbe un po’ più di autocritica”.

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