40° del Ssn, Gimbe: “Giusto festeggiare, ma per mantenerlo servono investimenti e riforme”

40° del Ssn, Gimbe: “Giusto festeggiare, ma per mantenerlo servono investimenti e riforme”

Roma, 13 dicembre – La ministra della Salute Giulia Grillo, durante la celebrazione ufficialeper  il 40° compleanno del nostro Servizio sanitario nazionale tenutasi ieri al ministero della Salute alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha ribadito alcuni paletti fondamentali per il futuro del Ssn: mantenere nel DNA della sanità pubblica i principi fondativi dell’universalismo, della gratuità e dell’equità, garantire la periodica manutenzione della “più grande opera pubblica del nostro Paese” e non cedere alla privatizzazione dei diritti fondamentali dei cittadini.

“Purtroppo in questi 40 anni” osserva però il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta (nella foto) “i cittadini italiani non hanno acquisito piena consapevolezza che il nostro Paese dispone di un SSN che si prende cura della nostra salute e che, in qualità di “azionisti di maggioranza”, tutti siamo tenuti a tutelare, ciascuno secondo le proprie responsabilità siano esse pubbliche o individuali“.

In una nota alla stampa diramata nella mattinata di oggi,  il Gruppo italiano per la medicina basata sulle evidenze osserva che la ricorrenza del 40° del Ssn  cade in un momento particolarmente difficile, come dimostrato dalle analisi della Fondazione Gimbe che hanno recentemente “diagnosticato” il nostro servizio sanitario come un quarantenne affetto da quattro “patologie”: imponente definanziamento pubblico, eccessivo ampliamento del “paniere” dei livelli essenziali di assistenza (Lea), sprechi e inefficienze, espansione incontrollata dell’intermediazione assicurativa. E, oltre che con queste “malattie”, il servizio sanitario pubblico deve anche fare i conti con due “fattori ambientali”: la collaborazione (non sempre leale) tra Stato e Regioni e le aspettative (spesso irrealistiche) di cittadini e pazienti.

“Se vogliamo realmente mantenere un Ssn a finanziamento prevalentemente pubblico, preservando i princìpi di equità e universalismo definiti dalla legge 833/78”  commenta Cartabellotta  “è urgente mettere in atto un ‘piano terapeutico’ personalizzato in grado di modificare sia la storia naturale di queste quattro malattie, sia di ridurre al minimo l’impatto dei fattori ambientali».

Le proposte della Fondazione Gimbe spaziano dal graduale e consistente rilancio del finanziamento pubblico, allo “sfoltimento” dei Lea secondo evidenze scientifiche e princìpi di costo-efficacia; dalla costruzione di un servizio socio-sanitario nazionale a una inderogabile riforma della sanità integrativa; dal piano nazionale di disinvestimento dagli sprechi a quello di informazione scientifica di cittadini e pazienti; da maggiori capacità di indirizzo e verifica dello Stato sulle Regioni (nel pieno rispetto delle loro autonomie), al rilancio delle politiche del personale; dalla revisione dei criteri di compartecipazione alla spesa alla sana integrazione pubblico-privato.

Tutte azioni. osserva la Fondazione,  che richiedono, indipendentemente dal colore dell’esecutivo, un preciso programma politico, adeguati investimenti e riforme di rottura, perché oggi al Ssnnon basta una “manutenzione ordinaria”, ma serve un radicale cambio di rotta per garantirne la sopravvivenza.

“La Fondazione Gimbe” conclude il presidente Cartabellotta “tramite il proprio Osservatorio sta monitorando l’attuazione del programma per la sanità messo nero su bianco nel ‘Contratto per il Governo del Cambiamento’ e confida molto nella determinazione della ministra Grillo. Tuttavia, se vogliamo garantire alle generazioni future un servizio sanitario pubblico, equo e universalistico, le celebrazioni del 40° compleanno del Ssn devono essere lette come ultima occasione sia per diffondere la consapevolezza che si sta silenziosamente sgretolando una grande conquista sociale, sia per rimettere la sanità pubblica al centro dell’agenda politica, destinando adeguate risorse e mettendo in campo le riforme necessarie ad assicurare lunga vita al Ssn”.

Con l’obiettivo di offrire un contributo per aumentare la sensibilizzazione pubblica sull’importanza di un “servizio” di natura “nazionale” che si prende cura della salute di 60 milioni di persone, in occasione dell’evento celebrativo, Cartabellotta ha consegnato alla ministra della Salute il logo realizzato dalla Fondazione Gimbe per i 40 anni del Ssn.”In questa ricorrenza è doveroso celebrare quello che abbiamo costruito” chiude la nota della Fondazione “ma occorre soprattutto diffondere la consapevolezza di quello che rischiamo di non avere più, perché, di fatto, la sanità pubblica è come la salute: ti accorgi che esiste solo quando l’hai perduta”.

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