Genova, farmacie comunali, via libera alla vendita tra le proteste

Genova, farmacie comunali, via libera alla vendita tra le proteste

Roma, 13 dicembre – Il Consiglio comunale, retto da una maggiornaza di centrodestra, ha approvato con 24 voti favorevoli e 14 contrari (quelli dei Pd, M5S, Lista Crivello e Chiamami Genova) la delibera proposta dalla giunta per la cessione del 100% delle quote del Comune di Genova in Farmacie Genovesi Srl, la società che gestisce le otto farmacie comunali della città.

La delibera, riferiscono le cronache locali, è passata nonostante la presentazione di cinque ordini del giorno e 25 emendamenti e le forti  proteste dei lavoratori delle farmacie comunali presenti nella  Sala Rossa di Palazzo Tursi. Le farmacie comunali andranno sul mercato in un unico pacchetto, per un importo che dovrebbe aggirarsi intorno ai  dieci milioni di euro. La giunta si è impegnata a stabilizzare i dipendenti a tempo determinato entro il 31 dicembre e a estendere la clausola sociale che tutela i livelli occupazionali da tre a cinque anni. Tra gli emendamento bocciati, però, c’è anche quello    che prevedeva la moltiplicazone di una fideiussione da 150mila euro, da versare da parte dell’acquirente per ogni eventuale mancato rispetto dei patti sulla conservazione dei posti di lavoro di ciascuno dei dipendenti. Ma il segretario generale del Comune ha giudicato la cifra un onere eccessivo e la giunta, con la maggioranza, si è allineata al parere.. con il risultato di respingere quello che sarebbe sicuramente stato un convicente deterrente. Escluso anche che se l’asta andasse deserta, l’amministrazione possa precedere a trattativa privata.

Duro il commento dell’opposizione. “Il sindaco e la sua maggioranza”  scrive il Gruppo consiliare Pd in una nota “quasi tutta, ha venduto in blocco le otto farmacie comunali genovesi, e ha svenduto il 100% della società Farmacie genovesi. Alle proposte di modifica con emendamenti per accompagnare il percorso dei lavoratori dipendenti delle Farmacie comunali e per garantire il miglior servizio ai cittadini genovesi, la giunta ha saputo rispondere solo no».

“La cosa più grave ” prosegue la nota del  Pd  “è che la giunta ha risposto no anche ai lavoratori coinvolti in questo processo di svendita, gli stessi lavoratori che in questi anni si sono impegnati con l’amministrazione comunale per rendere efficiente la società, per migliorare il servizio e a cui oggi si danno tutele assolutamente insufficienti”.

La giunta ha bocciato tutti gli emendamenti, imponendo la propria scelta e il proprio documento con un ‘prendere o lasciare’. Per il Pd non finisce qui”  conclude la nota “continuerà il nostro percorso al fianco dei lavoratori, delle organizzazioni sindacali, dei cittadini genovesi che vedranno peggiorare un servizio prioritario per la tutela della salute”.

Qualche mal di pancia per decisione del Consiglio comunale, però si è registrata anche all’interno della maggiornaza, dove un consigliere di  Fratelli d’Italia, Ubaldo Santi,  è uscito dall’aula annunciando un esposto alla Magistratura per presunte pressioni e condizionamenti esterni di alcuni consiglieri per orientarne il voto.

 

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