Ispezioni in farmacia, Tar Sicilia accoglie il ricorso dell’Ordine di Trapani

Ispezioni in farmacia, Tar Sicilia accoglie il ricorso dell’Ordine di Trapani

Roma, 18 dicembre – La  commissione ispettiva sulle farmacie è da ritenersi un “collegio perfetto” che, come tale, deve assumere le decisioni con la partecipazione di tutti i componenti normativamente previsti. Questo il senso della sentenza n. 2297/2018 del Tar Sicilia,  pubblicata nello scorso mese di novembre, che accolto il ricorso che l’Ordine dei farmacisti di Trapani aveva opposto  per l’annullamento di alcuni punti di una delibera di dieci anni fa (la n. 1894 del 17 luglio 2008) della Asl n. 9 di Trapani – oggi Azienda sanitaria provinciale – concernente appunto il regolamento alle ispezioni ordinarie a farmacie e parafarmacie.

Il contenzioso davanti al Tar è stato il punto di arrivo di una serie di  rilievi critici che l’Ordine ha avanzato negli anni nei confronti della delibera, anche con la presentazione di formali osservazioni e di una diffida, finalizzate a ottenerne una revisione nelle parti  (punti 5 e 7) in cui viene indicato il numero minimo dei componenti della commissione ispettiva e la possibilità di espletare le ispezioni anche in assenza del titolare o del dirigente delle farmacie interessate.

Nel mirino dell’Ordine trapanese, presieduto da Leonardo Galatioto (nella foto), era finito in particolare il punto 5 della delibera Asl, che prevede  la possibilità, per la commissione ispettiva, di operare con la maggioranza dei componenti e che, secondo l’Ordine professionale,  si porrebbe in contrasto con la normativa nazionale e regionale di riferimento e con il principio del “collegio perfetto”

Richiamando le norme legislative sulla materia (in particolare l’art. 127 del R.D. n. 1265/1934 e l’art. 18 della L.R n. 33/1994) i giudici amministrativi di Palermo hanno evidenziato come esse stabiliscano che le ispezioni sono svolte “da una commissione nominata dal direttore generale della unità sanitaria locale così composta: a) il responsabile del settore farmaceutico o un dirigente farmacista suo delegato; b) un dirigente farmacista di primo livello in servizio presso la unità sanitaria locale; c) un funzionario amministrativo appartenente alla carriera direttiva con funzioni di segretario; d) il presidente dell’Ordine dei farmacisti o suo delegato scelto tra i titolari o direttori di farmacia”. La commissione è integrata “dal responsabile del settore di igiene e sanità pubblica o da un dirigente medico suo delegato quando l’accesso ispettivo coinvolge interventi di vigilanza per fini igienico-sanitari.”

Viene poi richiamato il consolidato orientamento della giurisprudenza secondo cui “…il criterio più sicuro per individuare, nel silenzio della legge, quando un organo collegiale debba ritenersi “perfetto” è quello che assegna tale connotazione al collegio per il quale, accanto ai componenti effettivi, sono previsti anche componenti supplenti (….)”. Applicando i principi su esposti al caso di specie, i giudici osservano che “la composizione della commissione, come disegnata dalla norma regionale, prevede un supplente per due dei quattro componenti (il responsabile del settore farmaceutico e il presidente dell’Ordine)” e, per quanto riguarda la presenza del presidente dell’Ordine dei farmacisti (o suo delegato), ricorda “che è stata successivamente aggiunta dall’art. 9 della l.r. n. 38/1995, all’evidente fine di assicurare la presenza, all’interno dell’organo collegiale, di un componente a titolo di garanzia per il farmacista destinatario dell’ispezione; sicché, non può predicarsi l’omogeneità dei componenti di tale organo di vigilanza – la cui attività ha come obiettivo la garanzia della qualità e della continuità della prestazione farmaceutica – avuto riguardo alla non omogeneità dei titoli in forza dei quali ciascun componente ne fa parte. Si ritiene, pertanto, che la commissione ispettiva sia un collegio perfetto che, come tale, deve assumere le decisioni con la partecipazione di tutti i componenti normativamente previsti”.

Per quanto riguarda l’altro punto della lunga battaglia combattuta dall’Ordine di Trapani, ovvero il punto 7 della delibera 1894/2008 della Asl n. 9, i giudici amministrativi palermitani hanno ritenuto che la disposizione, nella parte in cui consente di effettuare la visita ispettiva in assenza del titolare sul presupposto della sola circostanza di aver opposto un rifiuto o di essere stato assente in una precedente occasione,  “confligge con il dato normativo, oltre che con i principi posti a presidio del contraddittorio, a maggior ragione in un ambito, qual è quello delle ispezioni anche straordinarie, in cui il farmacista potrebbe essere destinatario di sanzioni“.  La visita ispettiva, scrivono ancora i giudici,  “si potrebbe svolgere, nonostante l’assenza dell’interessato, solo in presenza di situazioni chiaramente delineate, quali il rifiuto di presenziare o una reiterata e ingiustificata assenza; non apparendo, per contro, legittima la generica previsione contenuta nel punto 7), in quanto agganciata puramente e semplicemente al contegno tenuto dal farmacista in una precedente occasione”.

Da qui la decisione di accogliere il ricorso dell’Ordine di Trapani, con l’annullamento dei punti 5 e 7 delle delibra Asl del 2008. Compensate, in considerazione del lungo lasso di tempo trascorso e della natura pubblica dei contendenti, le spese di giudizio.

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