Farmacap, sindacati all’attacco: “Via il commissario, serve il CdA”. Il 16 gennaio assemblea generale

Farmacap, sindacati all’attacco: “Via il commissario, serve il CdA”. Il 16 gennaio assemblea generale

Roma, 8 gennaio – Si radicalizza lo scontro in casa Farmacap, dopo la delibera dell’Assemblea capitolina che lo scorso 28 dicembre ha inserito  la società speciale che gestisce le farmacie comunali di Roma nel novero delle partecipate di Roma Capitale di primo e secondo livello che dovranno essere “razionalizzate”. Una decisione considerata dai rappresentanti dei lavoratori propedeutica alla privatizzazione dell’azienda, con un patente tradimento delle promesse elettorali del M5S in campagna elettorale, quando il partito che oggi governa la città aveva cavalcato la causa del rilancio dell’azienda sociosanitaria capitolina, conservandone la dimensione pubblica.

Ai sindacati dei lavoratori, pronti a reagire alla scelta dell’amministrazione della Capitale con una dura presa di posizione e l’annuncio di una immediata mobilitazione generale, non è davvero piaciuta la replica opposta alla loro sortita da Angelo Stefanori, commissario straordinario per la gestione provvisoria di Farmacap, che – in una lettera indirizzata il giorno dell’Epifania a tutti i dipendenti – ha dato tutt’altra lettura della decisione dell’amministrazione capitolina, esprimendo per contro valutazioni molto severe sulle strategie poste in essere dai sindacati, accusate di arroccamento “su posizioni massimaliste e improduttive”.

Un giudizio che, ovviamente,  le sigle sindacali (Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil e Usi) non potevano accettare senza un’ulteriore controreplica, che è infatti puntualmente arrivata con una nota diramata ieri. L’ultima comunicazione del commissario Stefanori ai dipendenti, secondo i sindacati, altro non sarebbe che un nuovo tentativo  “di sviare l’attenzione dai problemi reali di Farmacap” e un’ulteriore dimostrazione di come “lo stesso commissario poco tolleri l’indipendenza e l’attività sindacale, garantita dalla Costituzione repubblicana, quando essa è invece il presupposto della difesa delle condizioni di lavoro di tutti e tutte e della salvaguardia occupazionale e dell’Azienda pubblica”.
I sindacati ribadiscono quindi il loro convincimento sul vero ruolo di Stefanori, a loro giudizio una sorta di “agente all’Avana” di chi preme per la privatizzazione delle farmacie comunali capitoline.  “Lo ribadiamo con grande nettezza” scrivono al riguardo le sigle dei lavoratori: “il commissariamento serve a traghettare Farmacap verso la privatizzazione e le polemiche dell’avv. Stefanori servono solo a mascherare il suo ruolo di agente della privatizzazione (con l’evidente complicità del Direttore generale)”.
Secondo i sindacati, è ormai chiaro che  la ristrutturazione interna è già avviata, la trattativa sugli orari di lavoro (dove, denunciano le sigle sindacali,  si riscontrano “continui arbitrii aziendali”) è “finta”, le organizzazioni sindacali subiscono continue pressioni per avallare cambi mansione “alla cieca” del personale amministrativo. Non meno evidenti, a giudizio delle sigle dei lavoratori,  il tentativo di dividere i lavoratori di settori diversi e
il paradosso di un vertice aziendale “che si accontenta di sostituire una parte o tutto l’importo della Convenzione per i servizi sociali con progetti occasionali, di breve durata e d’importo non paragonabile”.
Tutti elementi che, secondo il sindacato, “fanno parte di un unico disegno privatizzatore insieme al progetto di trasformazione societaria”.
L’esperienza insegna che le conseguenze delle privatizzazioni sono esattamente il contrario di ciò che afferma Stefanori: riduzione/peggioramento dei servizi alla cittadinanza, rischi di esuberi e licenziamenti” affermano quindi le sigle indacali, a giudizio delle quali i rischi che si profilano “sono molto seri”,  dal momento che la delibera comunale n.181 approvata il 28 dicembre “prevede per Farmacap l’inserimento nel nuovo piano industriale di una ‘nuova veste giuridica’, con la possibilità che venga trasformata in ‘società benefit’, uno specchietto per le allodole per mascherare la privatizzazione in modo ‘bonario’. Stefanori lo omette ma la società ‘benefit’  non è altro che il modello Firenze, dove Aboca detiene l’80% della proprietà della società precedente comunale”.
I sindacati tornano quindi sul “tradimento” del Movimento 5 Stelle, che in campagna elettorale aveva promesso “un rilancio di Farmacap come Azienda speciale, dopo aver osteggiato il progetto di trasformazione societaria portato avanti dalla Giunta Marino”.
“I programmi elettorali vanno rispettati ed è bene che la Giunta e il Consiglio comunale prendano atto che la fase del commissariamento che si protrae da sei anni (due con Stefanori) è fallita” scrivono le sigle dei lavoratori. “Infatti se Farmacap svolge bene il proprio ruolo verso la cittadinanza lo si deve allo sforzo di lavoratrici/i che continuano a lavorare in condizioni di grande difficoltà, anche dal punto di vista della salute e della sicurezza, con una strumentazione obsoleta e con una carenza strutturale d’organico”.
Da qui la decisione di una mobilitazione generale permanente, “che coinvolga la cittadinanza”. I sindacati concludono mettendo in fila le condizioni necessarie per rilanciare l’azienda speciale nella sua dimensione pubblica, superando “la lunga fase di stallo” e  garantendo alla cittadinanza servizi migliori: le prime sono quelle di nominare un nuovo CdA e di selezionare un nuovo direttore generale, seguite dalla predisposizione e dal varo di un piano industriale “che non sia un testamento e che preveda un reale sviluppo dei servizi, a partire dalla stipula della Convenzione per i servizi sociali, con un incremento del finanziamento rispetto a quella attuale, che scade il 19 marzo (il mancato rinnovo e/o il de-finanziamento della Convenzione sancirebbero il primo passo verso la trasformazione societaria)”. Ma non basta: serve anche  “il riallineamento dell’organico tra le/i farmaciste/i, sottodimensionato di almeno 25 unità (le 13 stabilizzazioni e le 3 “promesse” future assunzioni sono un primo, doveroso ma tardivo atto in questa direzione)”.
Tutte richieste e obiettivi che saranno sostenuti dalla mobilitazione per rilanciare l’Azienda pubblica, che ha già fissato un primo importante appuntamento,  l’assemblea generale (con conferenza stampa) indetta per mercoledì 16 gennaio, con inizio alle ore 8.30, davanti alla sede aziendale di via Ostiense 131/L a Roma.

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