Gizzi: “Presa in carico dei cronici tema centrale anche nel 2019, dobbiamo lottare di più”

Gizzi: “Presa in carico dei cronici tema centrale anche nel 2019, dobbiamo lottare di più”

Roma, 11 gennaio – È un bilancio deludente e per certi versi sconsolato, quello che Venanzio Gizzi, presidente di Assofarm (nella foto),  traccia  nell’editoriale a sua firma pubblicato sull’ultimo numero del bollettino informativo della sigla delle farmacie pubbliche a proposito dell’anno appena trascorso. Un anno che già nel titolo viene definito “quasi perso”.

Molte le ragioni, a giudizio di Gizzi: intanto, il mancato arrivo delle riforme che la farmacia attende da tempo e che ancora una volta sono invece rimaste al palo. “A fine febbraio, in piena campagna elettorale, stilammo sette punti assolutamente strategici per il rilancio della farmacia” scrive Gizzi: “rivedere la 124/2017, fare il tagliando alla 405/2001, nuova remunerazione, nuova convenzione e nuove risorse, presa in carico del paziente cronico, tutti i farmaci in farmacia, formazione continua dei farmacisti sulle nuove molecole”.
Questioni che, a un anno di distanza e dopo più di sei mesi di “governo del cambiamento” sono ancora tutti sempre lì, e – annota il presidente Assofarm – “è un fatto che fa riflettere”.
Gizzi compie una panoramica su altre criticità e necessità, ad esempio quelle connesse al digitale in farmacia e all’e-commerce, realtà con lel quali la farmacia deve necessariamente misurarsi, senza snaturarsi e “senza che il farmacista perda un rapporto diretto col paziente” e rispetto alle quali l’impegno è stato invece decisamente relativo. L’auspicio del presidente di Assofarm è che nel 2019 i farmacisti di prossimità riescano a rispondere alle molte domande che queste questioni inevitabilmente pongono alla categoria.
Ma la vera doglianza di Gizzi, che in qualche modo è anche un rimpianto,  è che il 2018 “potrebbe davvero essere un anno quasi perso per la farmacia a proposito del grande tema della presa in carico del paziente”, argomento  oggetto di infinite trattazioni e incontri e “rimbalzato” anche su tavoli come quello aperto dalla Sifo per discutere su come rimodulare distribuzione diretta e Dpc e su quello aperto dalla Sisac per il rinnovo della convenzione.  Nonostante ci sia stato chi, come Assofarm, abbia denunciato con forza  l’indecisione delle Regioni nel definire quale ruolo, responsabilità e risorse dare alle farmacie per partecipare alla presa in carico delle cronicità, con grande vantaggio dei cittadini e dello stesso Ssn, non si sono registrati passi in avanti significativi.

A nostro avviso la vaghezza sui meccanismi di remunerazione discende da una certa insicurezza riguardo il ruolo che le farmacie dovrebbero avere nei confronti del cittadino” scrive al riguardo Gizzi. “Se davvero, come avviene in diverse esperienze di successo in Nord Europa, la farmacia fosse maggiormente integrata al processo terapeutico extra-ospedaliero per i malati cronici, la valorizzazione del suo lavoro sarebbe più chiara”.
Ma  “la scarsa considerazione che il decisore politico ha da sempre per la farmacia”, ad avviso di Gizzi, è anche responsabilità dello stesso mondo delle farmacie, poco coeso al suo interno e poco competitivo,  come già evidenziato in un precedente editoriale di Assofarm Notizie, pubblicato nell’ottobre scorso.

La presa in carico del paziente cronico è un qualcosa che sta succedendo nel nostro Paese, senza che la farmacia vi stia prendendo adeguatamente parte. In questo percorso possono esserci stati errori da più parti, miopie e anche qualche sgambetto. La più o meno evidente esclusione della farmacia dai programmi in essere può essere il frutto di tutto ciò” scrive Gizzi, che  sollecita  un maggiore impegno: “L’unica cosa che può fare la farmacia è lottare con più forza per meritarsi maggiore considerazione”.
“Con ogni probabilità il grande tema della presa in carico dominerà anche il 2019” conclude Gizzi. “Ma l’esperienza degli ultimi anni ci insegna che ciò non basta. Il proposito per il nuovo anno potrebbe quindi essere questo: rompere questa sorta di gattopardesco meccanismo che fossilizza l’agenda politica su alcuni grandi tematiche al fine di non realizzarle mai”.

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