Farmacap sempre più nell’occhio del ciclone: si dimette il commissario straordinario

Farmacap sempre più nell’occhio del ciclone: si dimette il commissario straordinario

Roma, 28 gennaio – Nuovo colpo di scena nell’intricata vicenda di Farmacap, l’azienda speciale capitolina che gestisce le oltre 4o farmacie di proprietà del Comune: il commissario straordinario Angelo Stefanori (nella foto), l’avvocato insediato  nel gennaio del 2017 dalla giunta pentastellata guidata dalla sindaca Virginia Raggi, si è dimesso dall’incarico.

Il passo indietro di Stefanori, subito messo in relazione dalla stampa con il rinvio a giudizio  disposto il 10 gennaio scorso dalla procura di Roma  con  le accuse di diffamazione, calunnia e minacce nei confronti di Simona Laing, ex direttore generale dell’azienda, assunta ai tempi della giunta Marino e licenziata praticamente in tronco dallo stesso Stefanori a fine marzo 2017, ha inevitabilmente suscitato reazioni immediate. A dare notizia della decisione del commissario straordinario è stato il direttore generale dell’azienda, Arnaldo Cozzolino, in una nota tramessa venerdì scorso a tutti i dipendenti, nella quale – pur scrivendo di “non averne titolo”, ringrazia Stefanori “per l’impegno profuso per la gestione dell’Azienda, che tante volte ci ha visti protagonisti nella risoluzione dele tante problematiche, nuove o talosra solo non affrontate in precedenza, seppure con ruoli statutariamente diversi e pareri non sempre concordi”.

Precisazione, quest’ultima, che qualcuno ha subito interpretato come un neanche troppo velato tentativo di marcare una distanza dalle sorti del commissario dimissionario: il direttore generale, nelle polemiche seguite alla delibera della vigilia di Natale, poi approvata dal Consiglio comunale lo scorso 28 dicembre, con la quale la giunta capitolina ha avviato il percorso verso  la trasformazione societaria di Farmacap,  era stato infatti esplicitamente accusato dai sindacati dei lavoratori di essere un “complice evidente” di Stefanori, a sua volta ritenuto un “agente della privatizzazione” impegnato per conto della giunta capitolina a “traghettare” l’azienda speciale verso una trasformazione propedeutica a una cessione sul mercato.
Gli stessi sindacati, peraltro,  hanno immediatamente reagito alla notizia delle dimissioni con un comunicato stampa nel quale, facendo riferimento alla manifestazione tenuta lo scorso 16 gennaio davanti alla sede di via Ostiense, nel corso della quale una delle principali istanze avanzate alla Giunta Raggi era stata appunto quella di porre fine al commissariamento dell’azienda, rilanciano la questione: “A seguito delle dimissioni di Stefanori, con ancor più forza, facciamo richiesta urgente alla Giunta Raggi di nominare un nuovo Consiglio di Amministrazione e una nuova direzione generale (l’Azienda non può permettersi di rimanere senza una governance), dopo 6 anni ininterrotti di commissariamento, fermando il progetto di trasformazione societaria, col rilancio dell’azienda speciale pubblica farma-socio-sanitaria” scrivono le rappresentanze di Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil e Usi. “Qualità dei servizi e qualità del lavoro vanno di pari passo. Nei prossimi giorni avvieremo una campagna di iniziative sul territorio, per informare e sensibilizzare, utenza e cittadinanza, rispetto all’importanza della salvaguardia dell’azienda pubblica come bene comune. L’Azienda non va svenduta a interessi privati. Ci opporremo anche a qualsiasi ipotesi di dismissione. Roma e la cittadinanza hanno bisogno di Farmacap”.

Inevitabili anche le  reazioni dell’opposizione, che esprimono soddisfazione per la decisione di Stefanori: “Bene che si sia finalmente dimesso il commissario straordinario di Farmacap Angelo Stefanori, che non ha saputo portare avanti un progetto di risanamento per l’azienda, anzi, gli ha fatto fare un bel passo indietro”  scrivono in una nota i due consiglieri comunali del Pd Valeria Baglio e Marco Palumbo.” Adesso però, è arrivato il momento che la Giunta capitolina si assuma una responsabilità ben precisa: dire chiaramente cosa ha intenzione di fare per rilanciare seriamente questa azienda”.

Dopo due anni e mezzo e decine di annunci e promesse di rilancio da parte dell’amministrazione 5 Stelle, la Farmacap non ha ancora un contratto di servizio né bilancio approvati e non c’è nessun progetto serio di rilancio che sgomberi il campo dai comprensibili timori dei suoi dipendenti su una probabile privatizzazione dell’azienda sotto forma di svendita” scrivono ancora Baglio e Palumbo, senza fare alcun cenno al fatto che la prima delibera per la privatizzazione di Farmacap venne varata dalla Giunta Marino a maggioranza Pd. “Del resto, la Farmacap non è l’unica azienda capitolina a patire la cronica assenza di progettualità della Giunta comunale che, senza idee concrete sul rilancio della città, annaspa ed è costretta a cambiare di continuo il management delle società partecipate nel tentativo di prendere tempo, con la speranza di tirar fuori dal cilindro prima o poi una soluzione vera ai problemi di Roma. Ora basta” concludono i due consiglieri di opposizione.” la Giunta Raggi esca allo scoperto, se ha idee ce le comunichi, altrimenti ammetta di non avere nessuna soluzione e chieda aiuto”.

E il diretto interessato? I giornali di informazione, ovviamente, hanno subito posto in relazione la sua decisione con la vicenda giudiziaria scaturita dal licenziamento dell’ex DG Simona Laing, glissando (o addirittura ironizzando) sulle motivazioni fornite al riguardo dallo stesso Stefanori, riferite  all’intervenuta impossibilità di conciliare l’accresciuta attività professionale (Stefonori è avvocato fiscalista, NdR) con l’incarico – reso a titolo  gratuito – di commissario della Farmacap, “azienda complessa che ha bisogno di un vertice che lavori a tempo pieno, stando in sede tutti i giorni”, ha dichiarato Stefanori a Il Messaggero.

Spiegazioni poi ribadite, in modo decisamente più articolato, anche al nostro giornale: “Ho lasciato un incarico che non era più possibile portare avanti produttivamente, dopo due anni di quotidiano lavoro intenso e gratuito che, come professionista, non potevo più permettermi” ha detto a RIFday l’ormai ex commissario, che nemmeno durante il passo d’addio rinuncia però a indirizzare una stoccata ai sindacati. “Nei loro comunicati recenti mi qualificano erroneamente come paladino della privatizzazione” continua Stefanori “confondendo la razionalizzazione dell’azienda con la sua dismissione, e alla fine dimostrano che non c’è interesse a modificare la struttura di Farmacap, cosa invece necessaria per rendere efficiente una realtà nella quale i farmacisti – che sono molto meno dei due terzi del personale – devono assicurare le risorse finanziarie per tutti”.

Il riferimento di Stefanori è ai 150 dipendenti (su 330) che farmacisti non sono,  questione – osserva – “che non ha nulla a che vedere con le farmacie” e che viene però dissimulata dai sindacati, schermandola nei comuncati e nelle dichiarazioni pubbliche dietro slogan e definizioni come “Farmacie in Comune”.

Parlare di lotta alla privatizzazione serve solo a nascondere la volontà di non affrontare i temi della riorganizzazione della struttura di Farmacap” afferma Stefanori “una struttura concepita ormai 22 anni fa e mai modificata, nonostante l’avvenuta cessazione della gestione degli asili nido e la limitata utenza afferente il comparto sociale: perché Farmacap non è solo farmacie. E peraltro, quante cose sono cambiate da allora, anche nella redditività delle farmacie!”

“Non è corretto, a mio avviso, e non è consentito dalla normativa europea, che vieta gli aiuti pubblici alle entità che svolgono attività commerciale” è il rilievo di Stefanori “nascondere sotto il tappeto della richiesta di una ‘gestione competente’  invocata dal sindacato la richiesta di finanziamento pubblico affinché nulla cambi, che è il vero tema del dibattito in corso, nel quale occorre anche tener conto delle ventilate misure di incremento della distribuzione diretta e della Dpc, ad esempio”. Un affondo circostanziato e dal significato chiarissimo: i sindacati, per parafrasare la loro stessa terminologia, non sarebbero altro che“agenti della conservazione”,  più interessati a non modificare lo status quo dell’azienda che a rilanciarla. Altra benzina sul fuoco delle polemiche, insomma, in attesa di interventi e decisioni della giunta capitolina che rivelino in modo finalmente chiaro e trasparente quale  destino attenda Farmacap e le sue farmacie. Un destino dal quale, in ogni caso, Stefanori è ormai fuori: “Altri affronteranno questa sfida” è il commiato dell’ex commissario straordinario. “Auguro a costoro le migliori fortune”.

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