Aderenza terapeutica, come ti erudisco il nonno coinvolgendo il nipote

Aderenza terapeutica, come ti erudisco il nonno coinvolgendo il nipote

Roma, 31 gennaio – È l’epoca in cui sembra essersi realizzato il sogno che – secondo  una battuta vecchia di  decenni –  medici e farmacisti avrebbero sempre silenziosamente coltivato: una vita lunga e “malaticcia” per tutti. Fuor di celia, lo sviluppo della medicina e della ricerca farmacologica, insieme all’allungamento dell’aspettativa di vita, hanno “trasformato”  molte patologie un tempo fatali in malattie croniche e controllabili: cardiopatie, asma, Bpco, gli stessi tumori (alcune forme), diabete, osteoporosi, artrosi e artrite sono ormai diventate condizioni che, debitamente trattate, consentono di  vivere a lungo con una buona qualità di vita. La percentuale di italiani colpiti da almeno una malattia cronica è pari al 39%, dato che schizza a oltre il 50% fra gli anziani. In più aumenta con inarrestabile progressione il fenomeno delle  pluripatologie, con numeri crescenti di cittadini (in particolare nella fascia degli over 65) portatore di due o più malattie croniche che li costringono ad assumere contemporaneamente diversi trattamenti terapeutici.

In questa situazione, è del tutto evidente la centralità dei farmaci: sono le corrette terapie farmacologiche, infatti, la risorsa fondamentale per curare adeguatamente le cronicità. Ma c’è un ma, e non è di poco conto: i farmaci fanno bene se e quando, oltre a essere prescriti con proprietà dal medico, sono assunti correttamente e nel rispetto del piano terapeutico dal paziente. E questo una volta su due non avviene: secondo le stime dell’Oms, infatti, solo la metà dei pazienti assume i farmaci in modo corretto, dato che negli ultrasessantacinquenni scende al 30 per cento. In più incombe un paradigma clinico conclamato: più farmaci vengono prescritti, maggiore è la probabilità di assumerli in modo non conforme alla prescrizione. Fenomeno, questo,  che ancora una volta è molto più diffuso e  frequente negli over 65, che debbono fare spesso i conti con capacità visive e funzioni cognitive ridotte.

In questo terreno di coltura prospera uno dei problemi sanitari più rilevanti del momento, ovvero la necessità di implementare l’aderenza terapeutica. Obiettivo che, ormai da qualche tempo, vede finalmente mobilitarsi sempre più attenzioni ed energie. L’ultima iniziativa in ordine di tempo è il progetto  Io aderisco, tu che fai?,  promosso dal Comitato italiano per l’aderenza alla terapia (Ciat), che riunisce società scientifiche, le federazioni ordinistiche di medici e infermieri (Fnomceo e Fnopi), il sindacato dei frmacisti titolari (Federfarma),  società scientifiche, Federanziani e associazioni di pazienti. Il progetto è stato presentato ieri  nel corso di una conferenza stampa tenutasi nella sala  “Caduti di Nassirya” di Palazzo Madama, sede del Senato, alla presenzaa – tra gli altri – del presidente dell Commissione Igiene e Sanità del Senato Pierpaolo Sileri, dell’assistente del direttore generale per le iniziative speciali dell’Oms Ranieri Guerra, del vicepresidente Ciat Mauro Boldrini,   dell’ordinario di di Oncologia all’Università Sapienza Paolo Marchetti, del presidente della Federazioneitaliana medici pediatri  Paolo Biasci e del vice presidente della Società italiana di reumatologia  Guido Valesini.

“La gestione della cronicità in Italia assorbe il 70% della spesa pubblica socio-sanitaria”  ha ricordato  Filippo Anelli, presidente Fnomceo. “Quando, a seguito della nostra visita, riteniamo di dover prescrivere un farmaco al paziente anziano, sarà nostra cura spiegargli chiaramente la posologia, preferibilmente redigendo uno schema e la tempistica di assunzione, e scegliere le formulazioni più adatte per garantire la migliore aderenza terapeutica. A questo proposito” ha  sottolineato Anelli “va rilevato che, nonostante le aperture del ministero e dell’Aifa, la prescrizione di alcuni farmaci (antidiabetici orali, anticoagulanti, farmaci contro la broncopneumopatia cronica ostruttiva), che portano a un miglioramento della compliance e dell’aderenza terapeutica, è ancora preclusa ai medici di medicina generale, con grave disagio per i pazienti”.

Sul progetto Io aderisco, tu che fai?  – che si propone di fare dell’aderenza terapeutica anche una “questione di famiglia”, coinvolgendo in particolare i ragazzi, si è soffermato il l vicepresidente della Ciat  Boldrini: “Il progetto coinvolge tutti i clinici che ogni giorno affrontano il problema, fra cui cardiologi, oncologi, medici di famiglia, reumatologi, pediatri, oculisti, dermatologi, pneumologi, urologi e psichiatri, ma non solo” ha spiegato Boldrini. “Per le famiglie e, al loro interno, i nipoti, infattim sarà attivato nelle prossime settimane un concorso nelle scuole superiori rivolto agli studenti del biennio, in collaborazione con il Miur.  Le scuole, grazie ai ragazzi che realizzeranno un tema sull’aderenza terapeutica, avranno la possibilità di vincere materiale d’uso scolastico (tablet e computer). I temi migliori saranno selezionati dalla scuola e valutati, in un secondo momento, da una giuria che includerà presidenti di società scientifiche e rappresentanti delle istituzioni”.

“Il coinvolgimento dei nipoti”  ha aggiunto il presidente dei pediatri Biasci “consente di raggiungere tutte le fasce d’età. I più giovani inoltre diventeranno adulti piu’ consapevoli del ruolo della corretta assunzione dei trattamenti. I principali fattori alla base della mancata aderenza sono la complessita’ della gestione della terapia, l’inconsapevolezza della malattia e dell’importanza di seguire le prescrizioni del medico nel lungo periodo e condizioni cliniche che rendono il paziente poco vigile. A questi elementi” ha concluso il presidente della Fimp “si aggiungono talvolta convinzioni personali errate o irrazionali sui farmaci, tra cui il timore di potenziali reazioni avverse oppure al contrario un uso non corretto delle terapie senza il consiglio del pediatra. Proprio su questo la FIMP ha recentemente avviato una campagna di sensibilizzazione delle famiglie”.

La campagna, però, non si esaurisce qui: intanto, è  già on line il portale www.ciatnews.it. Poi sono previsti incontri nelle scuole, saranno distribuiti opuscoli informativi e si terranno flash mob in cinque piazze (Roma, Milano, Venezia, Bologna, Napoli) per creare consapevolezza, con una forte ricaduta sui social network per dare risalto al messaggio virale Io aderisco, tu che fai?.

“Con questo progetto per la prima volta riusciremo a migliorare la qualità dell’assistenza spendendo di meno” ha concluso Marchetti, che è anche il direttore di Oncologia medica  del Policlinico Umberto I di Roma  “perché se il medico prescrive dei farmaci che poi il paziente butta via perché gli danno fastidio c’è uno spreco di soldi, mentre incentivando l’aderenza si favorisce la guarigione del paziente” .

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