Fnomceo alle società medico-scientifiche: “Intestiamoci la battaglia pro Ssn”

Fnomceo alle società medico-scientifiche: “Intestiamoci la battaglia pro Ssn”

Roma, 31 gennaio – “La battaglia per un Servizio sanitario nazionale equo, sostenibile, solidale, universalistico ce la dobbiamo intestare noi professionisti della sanità. Noi medici, così come gli esponenti delle altre professioni, abbiamo una grande componente valoriale comune, condivisa attraverso il Codice Deontologico. Noi medici siamo coloro i quali si prendono in carico la sofferenza delle persone, alleviandola attraverso la cura”.

Questo il messaggio forte e chiaro che il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli (nella foto)  ha rivolto ieri ai rappresentanti delle società scientifiche di area medica e odontoiatrica, chiamate a raccolta per condividere le preoccupazioni sulla tenuta, a quarant’anni dalla sua nascita, del Ssn.

L’esercito dei “professionals for Ssn“, dunque, si ingrossa:  dopo gli Ordini delle professioni sanitarie e sociali e dopo i sindacati medici, a rispndere all’appello di Fnomceo sono anche le società scientifiche, tra le quali quelle alle quali spetterà il compito di stendere le linee guida previste dalla Legge Gelli sulla sicurezza delle cure.

Lunghissimo l’elenco delle società presenti, o comunque invitate: Acoi, Adoi, Aidm, Aimn, Aiom, Aipo, Airo, Airb, Aisi, Amd, Anmco, Aogoi, Auro, Cic, Coi-Aiog, Fadoi, Fism, Fmsi, Siaarti, Siaic, SiCardiologia, SiChirurgia, Siccr, Sicp, Sid, Sidoc, Siec, Sif, Sige, Sigg, Sigo, Sigos, Simer, Simeu, Simfer, Simg, Simi, Simm, Sin- Sociietà italiana di Nefrologia, Sin- Società italiana di Neurologia, Siocmf, Sioi, Siot, Sip, Sipmo, Sipsichiatria, Sir, Sirc, Sirm, Sirn, Sisopd, Siti, Snamid, Soi, Slow Medicine, Sicop.

Le società scientifiche si riuniranno nuovamente la prossima settimana, per l’approvazione di un documento sulle criticità che possono mettere a rischio il Ssn, l’uguaglianza dei cittadini nell’accesso alle cure e il rapporto di fiducia tra scienza e società. A preoccupare i medici è, soprattutto, la spinta verso il regionalismo differenziato che, se condotta in maniera troppo netta e senza compensazione, mette a rischio gli stessi Livelli essenziali di assistenza, l’uniformità della formazione dei professionisti e della qualità delle cure erogate.

Appuntamento poi, insieme agli altri professionisti della salute, e ai sindacati medici, per il 23 febbraio, quando, al Teatro Argentina di Roma, dalle 10 alle 13, si terrà il Consiglio nazionale congiunto di tutte le professioni sanitarie e sociali, che dovrebbe produrre e votare una mozione a sostegno del Servizio sanitario nazionale che sarà consegnata a Governo, Regioni e Parlamento: sarà il primo atto condiviso del “popolo della sanità” per  far sentire la sua voce nella gestione della salute pubblica.

“Vi invito sin da ora ad essere presenti”  ha concluso Anelli. “Sarà un grande momento di partecipazione e condivisione, nel corso del quale metteremo le nostre competenze a disposizione dello Stato e di tutti i cittadini, a difesa del Servizio Sanitario Nazionale. Sarà anche occasione per avviare un ragionamento sul valore e sul ruolo dei professionisti nella società, e una progettazione di nuovi modelli di gestione dell’assistenza e della sanità”.

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