Studio inglese, da galline Ogm, uova con proteine umane per fabbricare farmaci

Studio inglese, da galline Ogm, uova con proteine umane per fabbricare farmaci

Roma, 31 gennaio – Le galline geneticamente modificate potrebbero essere utilizzate per produrre farmaci per il trattamento di importanti patologie. Lo studio è stato condotto dai ricercatori del Roslin Institute di Edimburgo, che ne dà notizia sul suo sito.

La rilevanza della ricerca risiede nell’aver verificato che le galline geneticamente modificate possono rappresentare un sistema a basso costo per produrre farmaci per il trattamento, ad esempio, delle patologie tumorali. L’obiettivo di fondo della ricerca è quindi di utilizzare le galline per  la messa a punto di medicinali di alta qualità ma a basso costo. Lo ha spiegato con molta chiarezza la professoressa Helen Sang, del Roslin Institute: “Non stiamo ancora producendo farmaci per le persone, ma questo studio dimostra che le galline sono una possibile, praticabile soluzione per la produzione di proteine adatte per studiare  farmaci e altre applicazioni in biotecnologia”.

I ricercatori hanno modificato geneticamente le galline per produrre due proteine. Si tratta  della proteina IFNalpha2a e il macrofago CSF. Entrambe appartengono al sistema immunitario e svolgono un ruolo chiave. La prima ha un effetto anti-virale e anti-cancro, il secondo invece stimola i tessuti danneggiati ad auto-ripararsi.

Per comprendere l’importanza dello studio, basterà ricordare che i farmaci a base di proteine, che comprendono terapie con anticorpi come Avastin e Herceptin, sono ampiamente utilizzati per il trattamento del cancro e di altre malattie. Per alcune di queste proteine, l’unico modo per produrle con una qualità sufficiente implica tecniche di coltura cellulare di mammifero,  costose e a bassi rendimenti.

Altri metodi richiedono sistemi di purificazione complessi e tecniche di elaborazione aggiuntive, che aumentano i costi. Gli scienziati hanno già dimostrato in studi precedenti che capre, conigli e polli geneticamente modificati possono essere utilizzati per produrre terapie proteiche nel loro latte o uova. I ricercatori del Roslin Institute sostengono però che il loro nuovo approccio è più efficiente, produce rendimenti migliori ed è più conveniente rispetto ai tentativi precedenti. In questo studio, infatti, utilizzando un processo di purificazione, sono bastate appena tre uova per produrre una dose clinicamente rilevante del farmaco corrispondente. In sostanza, tre sole uova si sono rivelate sufficienti per produrre una dose del medicinale. Tenendo conto che mediamente le galline producono circa 300 uova all’anno, è facile concludere come, per questa via, sarebbe possibile disporre di farmaci efficienti prodotti in grandi quantità e in modo più conveniente rispetto ad altri metodi di produzione,  a tutto beneficio della salute dei pazienti.

A differenza dell’approccio già utilizzato per far sviluppare nelle uova dei virus utilizzati per i vaccini, in questo caso le proteine umane vengono codificate all’interno del Dna delle galline. Le proteine umane immesse nelle uova delle galline, precisano i ricercatori, non hanno alcuna conseguenza per questi animali. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Bmc Biotechnology.

 

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