Conte e Grillo dopo l’allarme Upb: “Nessun taglio alla sanità”

Conte e Grillo dopo l’allarme Upb: “Nessun taglio alla sanità”

Roma, 1 febbraio –  Rispondendo agli allarmi degli ultimi giorni relativi alla difficile situazione dei conti pubblici (ulteriormente complicata dalla conferma della recessione tecnica in atto nel Paese), lanciati anche dall’Ufficio parlamentare di bilancio, che ipotizza il rischo di tagli anche alla sanità per disinnescare le clausole Iva, la ministra della Salute Giulia Grillo è intervenuta a smentire con la massima decisione la possibilità di tsimili scenari.
“Per toccare la spesa sanitaria devono passare sul mio cadavere” ha affermato la titolare del dicastero, a margine della presentazione della riforma del sistema sportivo. “Abbiamo appena visto quanto investire in sanità oggi significhi risparmiare domani. Sarebbe folle, come se in una famiglia non si investisse nella cultura dei figli. La scelta peggiore che si può pensare di fare”.
L’allarme, in ogni caso, l’Ufficio parlamentare di bilancio lo ha lanciato, indicando un altro fattore di criticità nel fatto che all’interno della manovra non sono quantificati gli impatti sul conto delle amministrazioni pubbliche delle spese relative ai rinnovi contrattuali delle amministrazioni diverse da quelle statali. “Il reperimento di queste risorse” ha osservato l’Ubp “rimane a carico degli enti decentrati”.
Le rassicurazioni al riguardo, questa volta, sono arrivate dallo stesso presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte (nella foto):Vi assicuro  che faremo il massimo per garantire il diritto alla salute. Nessun taglio, investiamo su sanità, ricerca e innovazione tecnologica”. Nessun dubbio, ovviamente, sul fatto che il capo del Governo presterà fede a quanto detto e “farà il massimo” per evitare  problemi alla sanità. La questione, però, anche alla luce delle preoccuapazioni manifestate dall’Upb, è fin dove può arrivare questo “massimo” e, soprattutto, se sarà sufficiente.
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