Remunerazione, riaperto il confronto nella filiera; obiettivo sostenibilità ed efficienza

Remunerazione, riaperto il confronto nella filiera; obiettivo sostenibilità ed efficienza

Roma, 1 febbraio – La nuova remunerazione della filiera distributiva del farmaco? Deve di necessità essere fondata su due pilastri: la sostenibilità per il Ssn e per la stessa filiera del farmaco e l’efficienza del servizio per il cittadino.

Questa la sintesi conclusiva del confronto delle sigle della farmacia territoriale e dei distributori intermedi scaturita dalla prima riunione, tenutasi ieri, del  tavolo di filiera sollecitato in particolare da Assofarm.

Attorno al quale, ieri,  nella sede di Assofarm si sono riunite le rappresentanze delle sigla padrona di casa, insime a quelli di Federfarma, Adf e Federfarma Servizi. Si è trattato del primo incontro dopo la mancata proroga alla legge 135/2012 in materia di remunerazione. A raccontarne gli esiti è un comunicato congiunto delle quattro sigle, riferendo che la riflessione è partita proprio dalla causa principale del progressivo depauperamento della farmacia italiana, ovvero la remunerazione della filiera  legata al prezzo medio del farmaco Ssn, che negli anni è diminuito vertiginosamente, soprattutto in ragione della crescente diffusione della distribuzione diretta da parte delle Asl dei farmaci più costosi.

Le quattro sigle dei farmacisti e dei distributori sintetizzano con due cifre il perimetro del problema: “Nel 2013 il valore della distribuzione diretta era di 5,8 miliardi di euro, nel 2017 è aumentato a quasi 9,3, il tutto a fronte di una progressiva riduzione della spesa territoriale. Di fronte a questi dati così netti, il Tavolo ritiene che una riforma della remunerazione sia imprescindibile e debba, tra gli altri aspetti, anche sviluppare processi che riportino nella farmacia territoriale tutti i farmaci, ad esclusione di quelli che per motivi sanitari devono essere distribuiti nei presidi pubblici”.

Una prospettiva che, a giudizio dei firmatari del comunicato, “potrà certamente portare benefici logistici e terapeutici ai cittadini e al contempo dovrà essere sostenibile sia per la filiera che per la sanità pubblica”.

Per avere sufficienti garanzie di poter offrire un contributo concreto a definire un percorso corretto per la soluzione di un problema che, sottolineano i rappresentanti della filiera distributiva, ha una “dimensione sistemica”, Federfarma, Assofarm, Federfarma Servizi e Adf  chiedono espressamente “un proprio coinvolgimento nel futuro tavolo per la governance istituito dal Governo:  sarebbe questo, infatti, il contesto ideale per gestire le interrelazioni tra farmacia e gli altri protagonisti della sanità italiana”.

Un’istanza di partecipazione, dunque,  “postillata” dalla richiesta di allargare il ventaglio della rappresentanza della filiera facendo sedere al tavolo anche la Fofi.

“Era necessario dare un segnale di dinamicità al Governo, ed era importante definire una visione strategica comune a tutti i soggetti della filiera. Direi che questo primo incontro ha centrato entrambi gli obiettivi” commenta  presidente di Assofarm Venanzio Gizzi, manifestando soddisfazione per gli esiti dell’iniziativa che ha visto Assofarm come primo e più convinto promotore.

Sulla stessa falsariga Marco Cossolo, presidente di Federfarma: “È necessario e urgente rivedere la remunerazione della farmacia” ha detto il preisdente dei titolari “sganciandola dal prezzo del farmaco e valorizzando l’intervento professionale del farmacista che consente al Ssn di migliorare l’assistenza e ridurre i costi evitabili, come quelli dovuti ai ricoveri conseguenti alla non aderenza alla terapia”.

Allineati anche i presidenti di Adf e Federfarma Servizi, Mauro Giombini e Antonello Mirone. “È un momento cruciale per la tenuta del sistema distributivo a garanzia dell’efficienza della dispensazione del farmaco” ha detto il primo, sottolineando la necessità degli interventi necessari “per evitare  collassi come quello purtroppo verificatosi recentemente, mutatis mutandis, nelle infrastrutture viarie del Paese per la mancata valutazione dei rischi di deterioramento” .

Mirone, da parte sua, ha voluto confermare alla parte pubblica la disponibilità a garantire “il miglior livello di servizio alla collettivitàda parte della distribuzione farmaceutica, cui va però riconosciuto il giusto valore sociale e l’adeguata sostenibilità economica”.

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