Tavolo parafarmacie, sfida Mnlf a Mandelli: “Fofi certifichi i numeri delle rappresentanze”

Tavolo parafarmacie, sfida Mnlf a Mandelli: “Fofi certifichi i numeri delle rappresentanze”

Roma, 6 febbraio – Con la Fofi siamo sempre pronti a discutere su tutti i temi relativi alla crescita professionale del farmacista e a lavorare per un sistema retributivo delle farmacie non più ancorato al solo prezzo del farmaco. Dunque sbaglia chiunque ritenga (e cerchi di far credere) che la nostra mancata partecipazione al tavolo di concertazione proposto dalla federazione sul tema delle parafarmacie sia una mancanza di rispetto o il disconoscimento del suo ruolo di rappresentanza professionale. Semplicemente, mettendo in fila dichiarazioni e fatti succedutisi nel tempo, è evidente che sulla questione parafarmacie la Fofi, più che “concertare”, persegue una soluzione disegnata a priori,  fondata sulla premessa della chiusura dell’esperienza delle parafarmacie in cambio di soluzioni fantasiose che con la meritocrazia hanno poco a che vedere e comunque tale da escludere percorsi ai quali altri hanno lavorato sino a ieri.  Così facendo non si è più terzi, ma si compie una scelta di campo. La scelta di non sedere a “quel” tavolo, come peraltro altre sigle, non è dunque frutto di “bizzarria politica”, ma ha motivazioni fondate e che vengono da lontano.

A riassumerlo in poche frasi, è questo il senso della lettera aperta che il presidente del Movimento nazionale liberi farmacisti, Vincenzo Devito (nella foto), ha indirizzato ieri al presidente della Fofi Andrea Mandelli, dopo la sortita  di due giorni fa con la quale l’unica sigla che ancora siede al tavolo federale sulle parafarmacie (Unaftisp) ha provato a sostenere la causa del “tavolo di concertazione” Fofi, al quale la maggioranza del mondo delle parafarmacie (prima Fnpi, Mnlf-Culpi e FederFarDis e subito dopo Lpi) ha invece deciso da tempo di non partecipare e di non riconoscere alcuna rappresentatività.

Nella sua lettera aperta a Mandelli, Devito riassume il percorso di Mnlf nei confronti della questione parafarmacie fin dal momento in cui queste vennero istituite dal decreto Bersani, primo step di un disegno che – scrive il presidente di Mnlf  – traguardava il libero esercizio della professione e che però si è interrotto prima ancora di salire il secondo gradino, quello della liberalizzazione della fascia C.

Devito entra quindi con decisione in quello che, a proposito del tavolo Fofi, è uno degli aspetti centrali: chi rappresenta cosa, e con quali numeri. Questione sulla quale Unaftisp, appena due giorni fa, aveva lanciato quella che evidentemente è stata accolta come una provocazione, accusando in buona sostanza le altre sigle di settore di essere ossessionate dalla questione del numero degli iscritti: “Quante sigle possono dire di avere abbastanza iscritti da poter rappresentare l’intera categoria?” aveva scritto infatti Viti. “Quante sigle sono reali, quante strumentali, quante magari con solo 5 o 6 iscritti? Quante con 600? Certo è una questione di ‘zeri’. Bisogna arrivare a un bieco confronto? Perché continuare a spingere su questo tasto? Siete in campo per una giusta causa o per essere un partito politico che conta i voti?”.

Domande alle quali Devito ha deciso di dare una risposta, ritenendo giunto il momento di sgombrare il campo da equivoci che, alla fine, consentono di “buttarla in caciara” e di sostenere che uno vale uno anche quando, invece, il rapporto è uno a dieci. Il presidente di Mnlf la prende alla larga, cominciando da uno degli argomenti che Unaftisp utilizza per sostenere la necessità del tavolo Fofi, ovvero la drammatica situazione economica che starebbe portando molte parafarmacie alla chiusura.

“Oggi qualcuno parla senza mai portare dati certificati, di crisi delle parafarmacie, utilizzando questo tema per giustificare proposte improvvide” scrive al riguardo Devito. “Noi gli unici dati che conosciamo sono quelli ufficiali che raccontano un’altra storia e sanciscono una crescita del settore e in particolare delle parafarmacie scorporate dalla Gdo. Certo qualcuno non ce l’ha fatta, qualcuno ha chiuso, ma mai nessuno aveva detto che sarebbe stato facile, mai nessuno aveva detto che il “rischio d’impresa” sarebbe stato azzerato. La gestione di qualsiasi attività, come avviene anche per le farmacie, se non legata a parametri di ragionevolezza e fattibilità, porta inevitabilmente al fallimento di quell’impresa. Non per questo chi apre e poi chiude cerca riscatto in soluzioni legislative che lo risarciscono di scelte personali sbagliate”

Il presidente Mnlf torna quindi al “tavolo di concertazione” aperto dalla Fofi, rivolgendosi direttamente a Mandelli: “Tu sei a capo di una organizzazione che deve rappresentare tutti i farmacisti, ma siedi a un tavolo ove quello che emerge è la voglia di trovare soluzioni o canali preferenziali per chi ha aperto e anche chiuso a danno della maggioranza dei farmacisti non titolari” scrive Devito. “State cercando soluzioni ove il nodo centrale è la chiusura dell’esperienza delle parafarmacie e quindi anche di quell’opportunità di cui parlavo prima, in cambio di fantasiose soluzioni che con la meritocrazia hanno poco a che vedere. È bene che tutti lo sappiano, è bene che lo sappiano i farmacisti non titolari che quell’opportunità la vogliono continuare ad avere, ma è bene che lo sappiano anche chi oggi è studente di farmacia, perché anche sulla loro pelle queste scelte vengono fatte. Noi promuoveremo azioni a tutti i livelli contro scelte palesemente incostituzionali”.
“Non c’interessano le accuse di tirare la volata per altri soggetti, sono accuse che ci sono state sempre fatte, accuse che derivano dalla difficoltà di comprendere lo spirito che muove la nostra azione: la domanda di libertà” continua Devito, che entra quindi a piedi uniti sulla questione della rappresentatività delle sigle. “È necessario sgombrare il campo dai ‘ventriloqui’ e dai ‘falsi profeti’, per cui una proposta vogliamo farla circa il peso ponderale di chi si propone a rappresentanza” scrive infatti il rappresentante di Mnlf. “Certifica tu, in seduta pubblica, aperta, il peso delle sigle che dicono di avere la rappresentanza dei colleghi. Certifica tu attraverso mezzi idonei, la reale volontà di chi s’iscrive a una sigla piuttosto che a un’altra, non con mezzi inappropriati, ma quelli sanciti dalla legge, ove i dati sono tutelati attraverso un responsabile. Noi siamo disponibili, siamo pronti e con noi lo sono anche gli oltre 12.000 farmacisti tra titolari di parafarmacia e non titolari che hanno dato la loro firma e sottoscritto i nostri intenti”.

Un vero e proprio guanto di sfida, quello lanciato da Mnlf, una sorta di all in a poker. Resta da vedere se e in che modo verrà raccolto, eventualità che consentirebbe finalmente di sapere se e quanto il tavolo promosso dalla Fofi sul tema delle parfarmacie offra sufficienti garanzie, con gli attuali partecipanti, di un confronto davvero rappresentativo con la categoria dei farmacisti degli esercizi di vicinato.

Se invece Fofi non dovesse raccogliere l’all in del Mnlf, girando tutte le carte sul tavolo, il sospetto che qualcuno stia bluffando, almeno sui numeri, sarebbe a quel punto inevitabile.

 

Lettera aperta Mnlf a Mandelli su tavolo parafarmacie

 

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