Campania, convegno Scito- Servizio farmaceutico regionale sui biosimilari

Campania, convegno Scito- Servizio farmaceutico regionale sui biosimilari

Roma, 8 febbraio – La grande diffusione dei farmaci biologici negli ultimi anni ha aperto nuovi paradigmi di trattamento, con risultati estremamente efficaci e in ogni caso mairegistrati prima,  soprattutto nella terapia delle malattie autoimmuni (ad esempio psoriasi, artrite reumatoide, lupus), delle malattie infiammatorie croniche dell’intestino (morbo di Crohn e rettocolite ulcerosa) e di alcune patologie tumorali sia oncologiche (mammella, fegato, rene e colon) sia ematologiche.  Ulteriori, importanti sviluppo sono attesi nella cura di un numero sempre maggiore di neoplasie, alla luce dei risultati conseguiti recentemente anche contro i tumori della testa e del collo, della vescica e contro  mielomi e alcuni linfomi.

Il mercato dei farmaci biologici, per conseguenza, si è fortemente consolidato nel corso degli ultimi vent’anni, arrivando a rappresentare oggi circa il 25% del valore del mercato mondiale dei farmaci e oltre il 50% dei farmaci in fase di sviluppo. Le previsioni al 2022 indicano una crescita media annua attesa di circa il 10%. Anche in Italia l’ammontare della spesa per questi farmaci e per i nuovi immunoterapici, è rilevante e in continua crescita, sulla falsariga di quanto accade nei principali Paesi industrializzati. Un recente rapporto indica che il mercato dei biologici copre il 35% circa della spesa ospedaliera (concentrata per il 94% negli ospedali) e il 15% circa di quella farmaceutica (dati riferiti al 2016), con incrementi annui prossimi all’8%.

Cifre che, per effetto della scadenza delle coperture brevettuali di molti farmaci biologici che porta inevitabilmente all’immissione in commercio dii farmaci biosimilari (che in analogia a quanto acccade per specialità e generico corrispondente, sono meno costosi degli originator) sono con ogni probabilità destinate a cambiare, consentendo di liberare risorse economiche da destinare alle terapie innovative (sempre più costose), a tutto vantaggio del Ssn e dei pazienti.  Per questo si guarda ormai da tempo ai farmaci biosimilari come a una fonte cruciale di sostenibilità economica per il Servizio sanitario nazionale.

Il problema è che in Italia, allo stato attuale, continua ad esistere una grande disomogeneità nell’accesso e nell’impiego di questa risorsa terapeutica,  con una variabilità non solo extra regionale ma anche intra-regionale, con diversità tra le differenti strutture ospedaliere.

Tra l’altro – come fa rilevare un articolo pubblicato ieri dal sito MeteoWeb.it –  la migliore diffusione dei biosimilari deve passare anche attraverso una corretta informazione nei confronti dei cittadini/pazienti che, a oggi, hanno una conoscenza parziale e imprecisa rispetto alle biotecnologie, come emerso da una serie di indagini condotte negli ultimi anni.

Il tema corretta informazione su farmaci biologici e biosimilari che, attraverso il ruolo fondamentale del medico e il rapporto di fiducia che si instaura con il paziente, possa aiutare tutti gli stakeholders coinvolti, a fare una scelta consapevole e chiarire come i farmaci biosimilari rappresentino un’importante opportunità per la sostenibilità del servizio sanitario nazionale e per l’innovazione, è stato appunto al centro di un evento organizzato ieri a Napoli dalla Scito (Società Campana di Immunoterapia oncologica) e dal Servizio farmaceutico della Regione Campania.

L’obiettivo ddell’iniziativa era quello di chiarire quale sia il nuovo contesto nel quale la comunità clinico – scientifica e tutti gli stakeholders che ruotano attorno al “mondo dei biosimilari”, possono muoversi alla luce della “svolta”, avviata anche in Italia, grazie al recente “Position Paper” dell’Aifa e alla nuova legge di stabilità 2016 che ha introdotto un metodo chiaro nelle dinamiche di acquisto dei farmaci biosimilari in Italia.

Inoltre, partendo dai dati nazionali, l’incontro ha proposto un focus sulla Campania per  valutare gli strumenti di governance sostenibile da mettere in campo in quella Regione: un maggior ricorso all’utilizzo dei farmaci biosimilari, in un sistema aanitario con risorse limitate, può infatti rappresentare un importante contributo alla sostenibilità economica e garantire un accesso alle cure a un numero sempre più ampio di pazienti, consentendo loro di beneficiare di nuovi e sempre più promettenti farmaci innovativi.

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