Nuovi casi di meningite, malattia (e relativa profilassi vaccinale) sempre sotto i riflettori

Nuovi casi di meningite, malattia (e relativa profilassi vaccinale) sempre sotto i riflettori

Roma, 12 febbraio –  I bimbi di Gragnano (Na), Brolo (Me) e Catania,  la donna di Città di Castello (Pg) e da ultimo un’anziana signora di Savona: sono, in ordine di tempo, alcuni dei casi di meningite rimbalzati sulle pagine di cronaca negli ultimi giorni, a dimostrazione che l’insidiosa malattia è sempre in agguato, anche se va detto con chiarezza che – come più volte ribadito dalle autorità sanitarie – non esiste alcuna situzione di emergenza .

Ma, probabilmente, proprio in ragione del clamore che ogni nuovo caso suscita sugli organi di informazione per la gravità della malattia, la sensibilità dell’opinione sul tema è particolarmente alta e – oltre a produrre sui giornali continui, ricorrenti aggiornamenti informativi su cosa sia, come colpisca e come vada fronteggiata  – sfocia non di rado in discussioni e talvolta polemiche su quali sia la migliore profilassi vaccinale per prevenire l’infezione. Al riguardo, va detto che l’opinione pubblica nazionale sembra essere sufficientemente informata. L’84% dei genitori italiani – secondo la ricerca demoscopica condotta alla fine della scorsa estate da Elma Research su un gruppo di 2mila genitori per esplorare la loro percezione della malattia – riconosce l’importanza delle vaccinazioni per la protezione dei propri figli e il 70% si fida di quelle imposte o raccomandate dal Servizio sanitario nazionale. Ma il 38% ha paura delle loro conseguenze, il 29% pensa che quelli richiesti ai bambini siano troppi e il 28% ritiene che in realtà servano soltanto al business delle aziende farmaceutiche.
Solo il 35% dei genitori, però, dichiara di saperne abbastanza ed è probabimente anche per questo che l’infezione spaventa: l’82% la ritiene molto grave, il 68% ne ha molta paura e il 14% pensa che i propri figli abbiano un alto rischio di contagio. Ciò nonostante, dai dati rilevati da Elma Research qualche mese fa risultava anche che – nonostante la disponibilità di vaccini efficaci e dispensati gratuitamente –  molti, troppi bambini non vengono vaccinati (non lo era ad esempio, per restare agli ultimi casi di cronaca, il bimbo catanese di due anni ricoverato in pericolo di vita in terapia intensiva neonatale  al Policlinico G. Martino di Messina). Ciò proprio perchè i genitori hanno non di rado più paura del vaccino che della malattia,  nonostante il primo protegga e la seconda invece uccida.

Certamente non aiutano a fare chiarezza i differenti livelli di offerta vaccinale e di organizzazione che si registrano a livello regionale. E, come più volte denunciato soprattutto dai medici pediatri,  in alcuni casi l’offerta non è chiara e gli utenti non si rendono conto della disponibilità, in altri gli ambulatori non sempre riescono a far fronte alle esigenze dei cittadini.

A proposito di situazioni regionali, merita un cenno il caso del Lazio, dove (almeno da quanto emerge dalle più di duecento interviste condotte in questa Regione, sulle oltre 2000 totali, in occasione dell’indagine di Elma Research) circa tre genitori su quattro si mostrano propensi a fare la vaccinazione contro il meningococco di tipo B e dove il 64%, di fatto, l’ha effettuata. Ma tra i genitori che hanno eseguito il vaccino contro il meningococco B, solo il 34% afferma di averlo sostenuto gratuitamente, percentuale di gran lunga inferiore al 59% della media nazionale.

Qualche polemica, nella Regione presieduta da Nicola Zingaretti, si registra da qualche mese fa anche a proposito della scelta del tipo di copertura vaccinale. Gli uffici regionali manifestano ormai da tempo l’orientamento a passare dal vaccino antipneumococcico 13valente a quello 10valente, a minor costo ma  anche, secondo i medici, a minore protezione per i bambini, che finirebbero per essere più esposti a malattie gravi prevenibili, Un’opzione contro la quale praticamente tutte le sigle dei medici di famiglia e dei pediatri (Fimmg, Fimp, Cipe. Intesa Sindacale e Smi)  oltre allo stesso Ordine professionale dei camici bianchi sono subito insorte, convinte che il cambiamento al quale guarda la Regione sia in realtà fondato sul presupposto erroneo di una equivalenza assoluta o relativa dei due vaccini, equivalenza che invece l’Aifa non ha riconosciuto e che pone la popolazione a rischio di una minore copertura sierotipica e una protezione minimale.

Il passaggio dal vaccino 13valente a quello 10valente,  scriveva al riguardo l’Ordine dei medici del Lazio nel pieno della scorsa estate, “è una strada da non percorrere. Da tanti anni viene utilizzato con successo il vaccino coniugato 13valente, a massima copertura verso patologie gravi quali meningiti e polmoniti. Optare per uno diverso a minor protezione verrebbe a creare una disparità a protezione a sfavore dei neonati, verso i quali gli investimenti di prevenzione sono sempre stati massimo, oggi ancora di più con il Pnpv, il Piano nazionale della prevenzione vaccinale 2017-20192.

Una disparità che, secondo l’Ordine professionale, sarebbe accentuata dal fatto che è da tempo in atto un programma regionale di prevenzione delle malatie da penumococco nella popolazione anziana con il vaccino a più ampia copertura. Da qui la richiesta a recedere dal proposito di “non retrocedere sulla migliore strategia vaccinale, ma di salvaguardare quanto finora garantito nella protezione di tutti i nuovi nati”.

La levata di scudi delle sigle mediche – almeno per ora – ha mantenuto in stand by l’opzione di cambiamento manifestata dalla Regione. Che però – questa la preoccupazione dei medici – ancora resta nei pensieri di qualche dirigente regionale. E che invece va definitivamente fugata, garantendo l’attuale copertura antipneumococcica con il 13valente. Così come avviene in quasi tutte le Regioni d’Italia, anche e soprattutto in ragione del fatto che l’impiego di questo vaccino ha fin qui garantito ritorni ottimali per la sanità pubblica in termini di riduzione delle numerose malattie correlate, dei ricoveri e dell’antibioticoresistenza.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi