Farmaci anti-Hcv fuori dal Fondo innovativi, interrogazione di Forza Italia

Farmaci anti-Hcv fuori dal Fondo innovativi, interrogazione di Forza Italia

Roma, 14 febbraio – Prime reazioni politiche all’allarme lanciato nei giorni scorsi dalla Sige, la Società italiana di gastroenterologia ed endoscopia digestiva, preoccupata dal fatto che il 2019 è  l’ultimo anno in cui gli anti-Hcv di nuova generazione (a partire da sofosbuvir) mantengono la classificazione di farmaci  innotivi e possono dunque essere dispensati completamente a carico del Ssn, accedendo all’apposito Fondo con finanziamento separato. A partire dal 2020, però, gli stessi farmaci saranno a carico del fondo ordinario della spesa farmaceutica,  rendendone  piuttosto aleatorio l’accesso (soprattutto in certe Regioni).

A raccogliere il warning della Sige è stato Roberto Novelli (nella foto), deputato di Forza Italia della Commissione Affari sociali, annunciando la presentazione di un’apposita interrogazione sulla questione, per chiedere al governo di mantenere  “l’impegno assunto pochi mesi fa e individui al più presto delle iniziative perché le circa 300mila persone affette da epatite C non ancora sottoposte a trattamento anti-Hcv possano essere curate e guarite definitivamente. Il tempo stringe, perché alla fine dell’anno questi costosi ma efficaci antivirali usciranno dal fondo speciale destinato ai farmaci innovativi”.

A renderlo noto è una nota della stesso Novelli, che fa riferimento a una sua interrogazione a risposta immediata in Commissione di qualche mese fa.  “Nell’ottobre scorso il ministero della Salute rispose a una mia prima interrogazione, relativa alle risorse necessarie a eradicare la malattia, affermando che ‘in futuro potranno essere intraprese ulteriori iniziative a favore dei pazienti affetti da epatite C’” scrive Novelli. “L’uscita dei farmaci anti-Hcv dal Fondo si sta avvicinando. Con conseguenze preoccupanti, poiché il costo per curare i pazienti ancora da trattare andrà a gravare sulla spesa per i farmaci ordinari, e quindi sui bilanci regionali. Un aggravio quantificabile in una cifra che si aggira intorno al miliardo. Per scongiurare questo rischio” conclude Novelli,  “è necessario che il ministero trovi il modo per mantenere questi antivirali di fondamentale importanza per l’eradicamento dell’epatite C all’interno del fondo speciale e non gravino sulle Regioni”.

Una richiesta  che raccoglie in pieno l’istanza avanzata qualche giorno fa dalla presidente della Sige  Filomena Morisco: “L’epatite virale è non solo una patologia clinicamente rilevante, ma un importante problema di salute pubblica, che richiede una risposta urgente a tutto campo” aveva infatti affermato l’esperta, concludendo che per eliminare la malattia bisogna interrompere della trasmissione dell’infezione: il vaccino per l’epatite B e i farmaci per l’epatite B e C sono una realtà, ed è necessario “fare in modo che possano raggiungere e  aiutare tutti coloro che ne hanno bisogno”

 

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