Big Pharma diventerà grassa con i farmaci anti-obesità: nel 2022 fattureranno 8,5 mld di dollari

Big Pharma diventerà grassa con i farmaci anti-obesità: nel 2022 fattureranno 8,5 mld di dollari

Roma, 20 febbraio – Continua a crescere il tasso di obesità nel mondo e. per conseguenza, crescono le spese sanitarie legate alle patologie croniche associate all’eccesso di peso. Crescono anche, inevitabilmente, i fatturati delle industrie farmaceutiche che si sono impegnate nello sviluppo di nuovi farmaci per il trattamento dell’obesità.

L’obesità è da tempo riconosciuta come una patologia cronica, con genesi spesso multifattoriale. È definita come la condizione clinica caratterizzata da un indice di massa corporea (Iindicato in genere con l’acronimo inglese BMI) uguale o superiore a 30 (kg/m2). E in base al BMI può essere distinta in obesità di I grado (BMI 30-35), di II grado (BMI 35-40) o di III grado (severa, BMI>40).

Il problema, come riferisce il sito della Fondazione Finanza Etica Valori in un articolo pubblicato qualche giorno fa, è che sul modello delle economie più ricche, la “ciccia” è una sorta di “epidemia” si sta diffondendo anche e soprattutto in Africa, nei Paesi in via di sviluppo e nelle economie in crescita, in primis la Cina.

Secondo uno studio del 2015 pubblicato da The New England Journal of Medicine, dal 1980 la prevalenza dell’obesità è raddoppiata in più di 70 paesi. Il numero di persone obese è pressoché triplicato dal 1975. E nel 2016 più di 1,9 miliardi di adulti, dai 18 anni in su, erano sovrappeso (ovvero con IMC compreso tra 25 e 29,99). Di questi oltre 650 milioni erano obesi. Già oggi sarebbero però oltre 700 milioni. E anche l’obesità infantile è in aumento. Uno scenario globale preoccupante, visto il rischio più elevato di sviluppare malattie croniche delle persone obese, più soggette a patologie tumorali (cancro al seno, dell’endometrio  del colon), diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e disturbi muscoloscheletrici. Un problema per le singole persone, ovviamente, ma anche per la collettività, che deve sostenere le spese mediche legate agli eccessi ponderali: soltanto negli USA, secondo l’American Heart Association, ammonterebbero a  circa 190 miliardi di dollari l’anno.

Inevitabile che le multinazionali del farmaco puntino molte fiches sulla cura di questa patologia, nella consapevolezza di prospettive di mercato davvero enormi. Sono dunque molte le grandi aziende farmaceutiche che stanno sviluppando nuovi farmaci anti-obesità, in grado di aiutare a ridurre la massa corporea, per lo più inibendo il senso di fame o aumentando il consumo di calorie. Secondo la società di analisi del mercato Global Data sarebbero ben 253 i farmaci di questo tipo attualmente nelle varie fasi di sviluppo.

I giganti di Big Pharma dovrebbero lanciarne sei entro il 2026 sugli otto mercati principali, ovvero USA, big europei  (Francia, Germania, Italia, Spagna, Regno Unito),  Giappone e Cina. Attualmente i farmaci approvati dai principali organismi autorizzativi competenti  sarebbero nell’odine della decina o poco più:  sei hanno già otenuto l’ok della FDA per il mercato statunitense, due quello dell’Ema, l’agenzia regolatoria europea,  uno solo dalla Pharmaceuticals and Medical Devices Agency in Giappone e due dalla China Food and Drug Administration.

Dal punto di vista economico, si parla di previsioni di crescita che – sempre per quanto riguarda i mercati principali – vedrebbero un incremento straordinario del valore delle vendite, destinate a crescere con progressione geometrica : le previsioni stimano che dai poco più di 400 milioni di dollari del 2012, si passerà nel 2022 a qualcosa come 8,5 miliardi di dollari.

Stando alle analisi del rapporto di previsione 2017-2023 di Analytical Research Cognizance, riferisce ancora Valori, il mercato globale dei farmaci contro l’obesità registrerà un tasso annuo di crescita composto del 20,9%. La corsa al profitto è dunque aperta, e i concorrenti in pista sono nomi ben noti:  Sanofi, AstraZeneca, F. Hoffmann La Roche, GlaxoSmith Kline, Orexigen Therapeutics, Boehringer Ingelheim, Merck & Co, Novo Nordisk, Pfizer.

 

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