Popolare di Sondrio, concluso l’accordo per l’acquisto del 70,77% di Farbanca

Popolare di Sondrio, concluso l’accordo per l’acquisto del 70,77% di Farbanca

Roma, 11 marzo – La Banca Popolare di Sondrio ha rilevato il 70,77% del capitale di Farbanca dalla Banca Popolare di Vicenza in liquidazione coatta amministrativa, mettendo fine dopo quasi due anni alla travagliata procedura di vendita da parte dei commissari. Ne dà notizia una nota diffusa dallo stesso istituto di credito, rilanciata dalle principali agenzie di informazione economico-finanziaria.

Prosegue, dunque, lo “shopping”  nel disastrato panorama delle ex banche venete da parte di BPS, che già lo scorso anno rilevò Prestinuova (sempre dalla Popolare di Vicenza)  e che nelle scorse settimane ha innalzato la sua partecipazione nel capitale di Arca assieme a Bper, rilevando appunto le quote che facevano capo a popolare Vicenza e a Veneto Banca.

Ora arriva l’acquisizione di Farbanca, istituto specializzato nel credito alle farmacie e alla sanità, per un importo massimo concordato di 30 milioni. Il prezzo dell’acquisizione potrà essere rivisto al ribasso in funzione solo di un risultato economico di Farbanca – nei primi mesi del 2019 – inferiore alle previsioni, ovvero di incremento significativo dello stock di Npl nei mesi antecedenti il completamento dell’operazione.

Farbanca al 30 giugno 2018 aveva circa 555 milioni di impieghi e un patrimonio netto di 60,7 milioni, con un utile netto semestrale di circa 3,1 milioni (cfr. RIFday del 7 settembre 2018).  L’impatto sul Cet1 per Sondrio sarà inferiore ai 20 punti base e l’intera operazione – che, spiega la banca valtellinese,  è subordinata “al rilascio delle necessarie autorizzazioni di legge da parte delle competenti Autorità” – presenta impatti contenuti sul profilo di capitale del gruppo bancario BPS. In Borsa intanto il titolo “digerisce” la nuova operazione con un ribasso alle ore 9,30 dell’1,65% a 2,496 euro.

Con l’acquisizione da parte di BPS, sembra dunque avviarsi a conclusione l’ultima, travagliata fase della vita di Farbanca, dopo che nel dicembre 2017 i commissari liquidatori avvevano concluso un accordo con la società New Seres Apennines (del gruppo cinese  China Cefc) per la cessione dell’intera partecipazione detenuta da Bpv (si tratta dello stesso 70,77% ora acquistato da BPS).

China Cefc,  per il tramite della New Seres Apennines, era in effetti riuscita ad avere la meglio nell’asta per la cessione di Farbanca,  ma in seguito non era riuscita a rispettare l’accordo, costringendo la Banca d’Italia a non concedere l’autorizzazione alla cessione entro il termine stabilito (maggio 2018). A impedire il perfezionamento dell’acquisto da parte dei cinesi (della cui presenza e vivacità delle iniziative econonomico-finanziarie nel nostro Paese molto si discute in questi giorni) sarebbe stata l’inchiesta aperta dal  governo di Pechino su China Cefc, per presunti reati economici scaturiti dallo sfruttamento di legami con alcune potenti famiglie di esponenti del Partito che hanno consentito di ottenere massicci prestiti dalle banche pubbliche cinesi. Guai  che, appunto, hanno impedito il perfezionamento dell’operazione e riaperto il dossier della cessione di Farbanca, alla quale guardavano con interesse (secondo le fonti di informazione economico-finanziaria) molti pretendenti, tra i quali Banca Ifis, data  inizialmente in pole position, ma anche Creval, il fondo britannico Blue Skye e la società finanziaria americana Atlas.

 

 

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