Veneto, primo sì alla nuova legge regionale su orari, turni e ferie delle farmacie

Veneto, primo sì alla nuova legge regionale su orari, turni e ferie delle farmacie

Roma, 12 marzo  Garantire che il servizio farmaceutico notturno sia assicurato a battenti chiusi e a chiamata, con obbligo di permanenza del farmacista nella farmacia e/o, in ogni caso, con l’obbligo di intervento immediato. E assicurare che durante i turni di notte il servizio delle farmacie non si limiti soltanto ai farmaci, ma si estenda anche alla soddisfazione delle richieste di altri prodotti necessari alle terapie e alla salute, come i dispositivi medici (ad esempio apparecchi per l’aerosol, termometri eccetera) e referenze come il latte e altri prodotti per la prima infanzia.

Questi gli obiettivi sostanziali alla base della proposta di legge regionale (primo firmatario il consigliere della Lega Riccardo Barbisan) che qualche giorno fa ha ottenuto il via libera a larga maggioranza dalla V Commissione del Consiglio regionale del Veneto.
Il provvedimento è finalizzato a riordinare la normativa regionale vigente in materia di turni e orari di servizio delle farmacie sul territorio regionale, per uniformarla alle significative innovazioni normative introdotte in materia dalla legge 27/2012, che convertì in legge il decreto Cresci Italia, superando così incongruenze e incertezze derivanti dalla compresenza di una disciplina regionale risalente al 1994, ben anteriore alle norme di impronta liberista varate nel 2012.

Con il nuovo provvedimento, la Regione Veneto  mette “in bolla” le norme regionali con quelle nazionali, preoccupandosi anche e soprattutto di migliorare la fruizione del servizio farmaceutico sul territorio regionale, sviluppando in particolare la comunicazione sugli orari dell’unico servizio sanitario territoriale che – in buona sostanza – opera H24 sette giorni su sette grazie alla rete capillare di farmacie di comunità aperte sul territorio.

Al riguardo, la nuova legge regionale prevede l’obbligo per la aziende sanitarie locali di sviluppare l’informazione sul web, aprendo un sito  o attrezzando un’apposita sezione nel portale aziendale, ben riconoscibile e visibile, esclusivamente dedicata a offrire informazioni ai cittadini  sugli orari di servizio e i turni delle farmacie. La comunicazione on line dovrà essere accompagnata dalla ostensione obbligatoria e capillare dei più tradizionali cartelli in farmacia, che dovranno essere ben visibili e indicare sempre gli esercizi di turno che assicurano il servizio.
I contenuti del provvedimento, però, per un banale incidente hanno generato più di una preoccupazione tra i farmacisti delle farmacie venete: “Nel riferire i contenuti del provvedimento un giornale di settore è incorso nell’infortunio di pubblicare in allegato il testo del provvedimento nella versione precedente a quella poi approvata, riveduta e corretta, dalla V Commissione” spiega il presidente di Farmacieunite Franco Gariboldi Muschietti (nella foto).  “L’errore ha finito per generare qualche equivoco, soprattutto a proposito delle disposizioni che regolano le ferie annuali delle farmacie, ma in realtà non c’è alcun profilo di criticità: le farmacie possono usufruire, nell’arco dell’anno solare, di un periodo massimo di ferie pari a trenta giorni da comunicare all’azienda sanitaria locale per le successive verifiche in ordine al rispetto della continuità del servizio e per l’approvazione, entro il 31 ottobre dell’anno precedente alla fruizione delle stesse e/o entro il 30 aprile per le ferie da programmare eventualmente dopo tale data. Ai sensi della normativa nazionale” chiarisce Muschietti “resta ovviamente impregiudicata la possibilità di non osservare periodi di chiusura per ferie. E la nuova norma regionale prevede anche che la chiusura per ferie delle farmacie possa avvenire per un periodo fino a tre giorni, previa comunicazione all’azienda sanitaria locale almeno trenta giorni prima e previa autorizzazione dell’azienda stessa”.

Chiarito l’equivoco, il presidente di Farmacieunite mette a fuoco il senso complessivo del provvedimento: “È importante soprattutto perché fa finalmente giustizia delle ambiguità che potevano scaturire dalla vigenza di norme regionali emanate in un contesto normativo nazionale profondamente diverso da quello poi introdotto con il Cresci Italia” spiega Muschietti. “Ma il suo significato va ben oltre i suoi specifici contenuti normativi: la nuova legge regionale è infatti un’ulteriore conferma dell’interlocuzione produttiva con gli stakeholders che la Regione Veneto ha ormai adottato come metodo di lavoro. Anche nel percorso che ha portato al provvedimento, Farmacieunite ha avuto modo di assicurare come sempre la più ampia disponibilità e la massima collaborazione al legislatore e agli uffici regionali, intensificando il fruttuoso rapporto in corso ormai da anni. Il concorso di chi conosce e vive le situazioni sulla sua pelle è la migliore garanzia che le risposte ai problemi vengano date nel miglior modo possibile, elaborandole insieme agli operatori e ai cittadini, e non calandole dall’alto, magari contro i loro interessi. È un metodo fondamentale” prosegue il presidente di Farmacieunite “soprattutto in materia di sanità, dove è in gioco il bene esistenziale più prezioso di ogni cittadino e dove ognuno deve saper guardare ben oltre i propri interessi e le proprie convenienze per garantire ai cittadini la migliore tutela possibile della loro salute. In Veneto, e lo dimostra anche quest’ultima legge, ci stiamo riuscendo” conclude Muschietti “ma molto resta ancora da fare, soprattutto nella presa in carico delle cronicità. Dove noi farmacisti, come i vertici regionali sanno bene, abbiamo molto da dire e ancora più da dare. E non vediamo l’ora di farlo, a beneficio dei cittadini della nostra Regione”.

 

 

 

 

 

 

 

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